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Il premium, formula vincente della moda

La coda finale del 2024 ha sollevato il velo sul tema ormai caldo dell’incremento dei prezzi del settore lusso. Secondo Bain & Company, questi aumenti hanno contribuito alla dispersione di circa 50 milioni di consumatori del lusso aspirazionale, allontanati dai ritocchi dei listini dei brand di fascia alta. Non c’è da usare toni allarmistici e va detto che il movimento ‘in and out’ di questa categoria di consumatori si è sempre manifestato in...

Niente paura, il futuro del lusso resta roseo

Le ultime trimestrali dei player del lusso sembrano aver dipinto un ritratto a tinte fosche dell’attuale stato di salute dell’alto di gamma. Se negli ultimi 20 anni il comparto è stato praticamente impermeabile a tutte le crisi che hanno attraversato l’economia, l’impressione è che oggi sia invece nell’occhio del ciclone con il cóte, negli ultimi mesi, di una estrema volatilità dei titoli sui mercati azionari. In casi come questi è indispensabile però fare...

Lo stallo cinese impone un nuovo inizio

La locomotiva asiatica, la potenza economica cinese che macinava incrementi a doppia cifra e che negli ultimi due decenni è stato il principale motore di crescita di tutto il settore dei beni di lusso, si è fermata. Quest’anno si prevede che l’aumento del Pil della Cina si limiti ad un +5%, un traguardo fissato dal governo cinese e sul cui raggiungimento, peraltro, gli analisti hanno espresso diverse perplessità, a causa di una serie...

I tempi sono cambiati, serve fare sistema

Durante l’incontro di fine maggio con la stampa italiana, il presidente di Smi, Sergio Tamborini ha timidamente teso la mano a Confindustria Moda lasciando intendere la possibilità di ricucire lo strappo che ha portato, all’inizio dell’anno, all’esodo delle diverse sigle (Smi, Federorafi e Anfao) dall’ente confindustriale. “Credo che mettere sotto un unico ombrello tutto il settore sia un’opportunità che ancora è sul tavolo, se ne può discutere. Però con delle regole chiare”, ha...

Stati Uniti, cartina al tornasole dell’eccellenza italiana

A metà febbraio Otexa, l’ufficio statunitense sul tessile e abbigliamento, ha diramato i dati relativi alle importazioni di prodotti finiti del settore moda e tessuti in Usa. Ebbene, questo report offre uno spaccato del tutto inedito sulle potenzialità del mercato a stelle e strisce per l’Europa in generale e, nel dettaglio, per il fashion italiano. Sebbene i numeri attestino che nel 2023 il volume dell’import di moda abbia subito complessivamente il calo più...

Rivoluzione supply chain

L’Italia è notoriamente la culla della produzione terzista di alto livello e il tessuto manifatturiero italiano è a tal punto strategico che quasi non passa quasi settimana senza l’annuncio di acquisizioni di piccole realtà famigliari da parte dei poli dei terzisti di fascia alta o dei giganti del lusso nell’ottica di verticalizzare la filiera. Ma questo 2023 ha portato in eredità anche una visione differente della catena di fornitura, un cambiamento di prospettiva...

La ‘sbornia’ è finita, si naviga a vista

Quello che ci apprestiamo a salutare è stato un anno a due velocità, che, dopo la sbornia post-Covid, ha visto emergere i contorni di una nuova normalità. Ci siamo avvicinati al 2023 con l’idea di un lusso anticiclico e lo archiviamo con la netta sensazione che i tempi siano cambiati anche per l’alto di gamma e che il luxury, seppur con numeri e dinamiche differenti, non sia diverso dagli altri settori e non...

Da gruppi del lusso a vere e proprie multinazionali

Indipendentemente dai cicli del mercato e dall’andamento della domanda del lusso, è un dato di fatto che per l’universo dell’alto di gamma si stia affacciando un nuovo modello organizzativo. Il fenomeno delle acquisizioni in sé non è nuovo, perché di aggregazioni e creazioni di poli se ne è sempre parlato. La novità emersa negli ultimi anni, ma ancora di più nel 2022, è che ora sono le stesse divisioni delle multinazionali del lusso,...

La stretta cinese riapre la partita mondiale

“Abbiamo visto la stretta” ha detto il presidente di Richemont Johann Rupert durante l’assemblea annuale della società a Ginevra. La contrazione a cui allude Rupert è quella dei consumi ed è diventata lo spettro anche per il lusso. Il Nordamerica ha già vissuto il rallentamento. Ora le nubi grigie si stanno spostando in Cina. Il Wall Street Journal in un articolo di alcune settimane fa titolava così “Il boom della Cina è finito....

Non siamo il Paese ‘della moda’. Ma ‘per la moda’

In un’intervista ai media locali pubblicata qualche settimana fa, Massimiliano Sandri, imprenditore calzaturiero della Mosaicon Shoes, realtà di Vigevano da 20 milioni di euro specializzata nella produzione di scarpe da donna per brand del lusso, si è detto pronto ad assumere le 35 operaie in esubero dalla Moreschi, storico marchio di calzature di lusso dell’importante distretto calzaturiero lombardo. La Mosaicon, peraltro, non sarebbe l’unica azienda ad aver manifestato interesse nei confronti delle maestranze...

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