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Chiedere “scusa” per riposizionare il business

“Scusate, dovevamo farlo prima”. Sono le parole con cui il marchio americano Reformation, noto per i vestitini adolescenziali dal taglio sexy, ha presentato online, a fine marzo, la sua conversione. Pubblicando, sotto la frase di scuse, l’immagine di una ragazza, sempre teenager, sempre accattivante, ma dalla taglia piuttosto robusta. La svolta, oltre a presentarsi come rottura con l’immagine precedente, parte da un presupposto visto di rado nel marketing: l’azienda che riconosce un errore....

La moda alla rincorsa del tempo ‘fast’

Il mondo della moda accelera verso una nuova dimensione. Nel giro degli ultimi due mesi, l'accelerazione è stata ribadita da una serie di segnali molto significativi. Il primo è stato quello lanciato a New York a fine anno, dove, in seguito alla decisione di Alexander Wang di uscire dal calendario, la camera della moda americana ha affermato ufficialmente che il sistema sta muovendosi verso una modalità in cui ogni brand individua la combinazione...

Mai come oggi, il ‘made in Italy’ è un business

La forza del ‘made in’ si sta dimostrando più forte delle etichette e delle regolamentazioni internazionali. Il miraggio del riconoscimento formale del ‘made in Italy’ è stato inseguito invano nel corso degli ultimi quindici anni. E, adesso, questa etichetta sembra ottenere la più clamorosa rivincita sul campo, grazie ai progressi della tecnologia, al mondo iperconnesso del mercato e all’industria 4.0. La rivincita è stata bene espressa in un articolo di Marco Fortis sul...

La fuga da New York arriverà ovunque [N°2/XIV]

Nelle scorse settimane c’è stato un piccolo terremoto americano, la cui onda lunga non si fermerà all’America, perché si attendono gli effetti su tutto il sistema delle manifestazioni di moda. Lo stilista Alexander Wang ha annunciato che, dalla stagione primavera/estate 2018, abbandonerà la New York fashion week svelando le proprie collezioni a giugno e dicembre. Lo stilista anticiperà i tempi, dunque, e integrerà gli eventi con quelli finora dedicati alle pre-collezioni. Non è...

Le nuove parole per raccontare il fashion [N°1/XIV]

I cambiamenti nei comportamenti di consumo sono spesso accompagnati da evidenti cambiamenti di linguaggio. L’avvento del web e, più ancora, quello dei social media hanno attivato una fase di ‘rivoluzione’ continua, con un profondo aggiornamento dei concetti. Uno dei cambiamenti più rilevanti che stanno avvenendo riguarda la terminologia con cui questi settori sono identificati: si parla sempre più di ‘fashion' mentre perde terreno, e sembra avviarsi al disuso, la parola ‘luxury’. Questo epifenomeno,...

La sfida della molteplicità ha bisogno di formazione [N°13/XIII]

L’operazione che a metà novembre ha portato alla creazione del più grande polo formativo della moda in Italia segna un momento di discontinuità storico. L’acquisizione da parte di Galileo degli istituti prima in capo a Laureate ha aggregato sotto bandiera internazionale alcune delle scuole più blasonate del made in Italy: Naba, Domus Academy e Marangoni. La discontinuità è anche strategica, ed evidenzia come il settore della formazione sia tutt’altro che prossimo a raggiungere...

Il mondo si evolve attorno all’omnichannel [N°12/XIII]

C’è un dato da ricordare nella stagione di shopping natalizio americano: per la prima volta, gli acquisti online supereranno quelli offline. È un sorpasso storico che in molti attendevano. E che tutti davano per scontato. Ma, attenzione, non è così scontato che questo risultato apra la strada ad una partita a senso unico. Le previsioni su cosa succederà adesso si sono complicate. Infatti, cominciano a spuntare rilevazioni che indicano una riscoperta della voglia...

Bene lo show, ma l’obiettivo vero è il business [N°11/XIII]

Ivan Scalfarotto ha centrato l’obiettivo. La settimana della moda che si è appena conclusa, ha acceso i riflettori su Milano. Il sottosegretario ha portato avanti il progetto tracciato dal predecessore, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, e ha guidato le fasi conclusive del lavoro avviato con la costituzione del tavolo nazionale della moda. Quello che era l’obiettivo dichiarato, cioè fare a Milano la “super settimana della moda”, si è tradotto in un...

L’uomo spostato a settembre? Meglio per scelta che per obbligo [N°10/XIII]

Manca ancora la prova, ma gli indizi cominciano a essere importanti. E il colpevole si nasconde elegantemente dietro all’acronimo co-ed, la sigla che indica le scuole britanniche con classi miste maschietti e fanciulle. Nella moda, è diventato l’identificativo della sfilata unificata “uomo-donna’, una tendenza che due anni fa è arrivata come un ciclone sul sistema delle passerelle mondiali, e ha imposto, in un tempo estremamente rapido, un ripensamento dell’intera catena di produzione e...

Quel bimbo di Lvmh che può diventare grande [N°9/XIII]

Il colosso del lusso francese Lvmh mette un altro piede nel childrenswear. Un business che ha raggiunto una frammentazione tale da suggerire una riflessione sulle future strategie della compagine di Bernard Arnault. L’ultimo tassello è la licenza con la quale, circa un mese fa, Emilio Pucci è sbarcata nelle taglie mini siglando una licenza con l’italiana Simonetta. Con questo esordio, salgono a sei le griffe di Lvmh che sviluppano collezioni bambino: Fendi (anch’essa...

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