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Bruno Pavlovsky: anche Chanel produce in Italia

Di Chiara Dainese
09 Lug 2012
Alice Dellal nuova testimonial di Chanel
Backstage Campagna Borse Boy di Chanel

Anche la maison francese del lusso Chanel produce in Italia. “Certo: parte della maglieria, scarpe, persino borse. Si dice ad esempio che i francesi siano più bravi a fare borse “strutturate”, mentre gli italiani siano più abili quando si tratta di morbidezza o di alcune particolari lavorazioni. Nelle nostre collezioni ci sono entrambi i tipi di borse, quindi abbiamo bisogno di entrambe le capacità artigianali. E speriamo che in tutta Europa queste tradizioni sopravvivano”. A parlare è Bruno Pavlovsky, presidente della divisione moda di Chanel, in un’intervista rilasciata a Moda24.

Coco Chanel stabilì molti primati: fu la prima a “firmare” un profumo, la prima, nel 1932, a lanciare una collezione di alta gioielleria e la prima a intuire l’importanza delle boutique. “Oggi Chanel conta 176 negozi nel mondo – continua il manager – e nella seconda metà dell’anno abbiamo in programma molte nuove aperture: tre in Cina, una Brasile, una in Lussemburgo, una a San Pietroburgo e una qui a Parigi. Apriamo mediamente dieci negozi all’anno, non di più, e quando è necessario rinnoviamo quelli esistenti: una boutique del lusso ha una vita media che varia dai 5 ai 7 anni”.

E nei prossimi anni saranno in particolare due i fronti su cui si concentreranno le strategie della maison. ” Nei prossimi anni ci concentreremo però su due fronti: uno è quello cinese, sicuramente… L’altro fronte è il servizio: se a Parigi, Milano, New York, aumentano i turisti cinesi, russi, africani, dobbiamo imparare a servirli meglio. Ma senza mai dimenticare i nostri fedeli consumatori locali e le loro esigenze”.

 

 

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