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H&M vince la battaglia dei profitti

Di pbadm
29 Set 2005

Volano gli utili di H&M (Hennes&Mauritz), la prima catena europea di abbigliamento. Ma il gruppo avverte: i prossimi risultati potrebbero risentire pesantemente del nuovo sistema di quote imposto all'import dei prodotti tessili cinesi, che rappresentano un terzo delle vendite di H&M. Gli utili del terzo trimestre 2005 sono balzati del 36% a 230 milioni di euro, superando le attese degli analisti e raggiungendo il punto più alto degli ultimi due anni. Una grossa spinta è arrivata dai ricavi, saliti del 18% a 1,6 miliardi di euro.


«Già dal prossimo esercizio però, nota il numero uno di H&M, Leif Persson, si avvertirà una flessione dei ricavi dovuta all'imposizione delle quote sul tessile dalla Cina». Ma H&M punta a «mitigare l'impatto delle quote, aggiunge Persson, cercando di assicurarsi a prezzi più bassi i prodotti tessili da altri Paesi esportatori». Il gruppo ha già delocalizzato parte della produzione in Cina e il manager ha ribadito che non intende abbandonare questa strada. Inoltre, H&M ha in programma di rafforzarsi nel quarto trimestre con 70 nuove aperture (anche se ci saranno 10 chiusure) in Germania e negli Stati Uniti. E pensa di iniziare anche con le vendite online.


Estratto da Finanza&Mercati del 29/09/05 a cura di Pambianconews

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