Nel terzo trimestre dell’anno Kering raggiunge i 3,4 miliardi di euro, in calo del 10% a cambi correnti (-5% a tassi costanti). Nel secondo semestre la diminuzione delle vendite era stata del 18% a cambi correnti (-15% a cambi costanti). Analizzando i canali di vendita, il retail ha visto vendite in calo del 6% a cambi costanti, in ripresa rispetto al -16% del Q2, i ricavi del wholesale e altri canali sono diminuiti del 2 per cento. I risultati del Q3 sono superiori alle aspettative degli analisti che, come sottolinea Deutsche Bank, avevano previsto un calo del 9% a cambi costanti per il gruppo della famiglia Pinault.
Nei primi nove mesi dell’anno, il gruppo francese ha generato ricavi per 11 miliardi di euro, con una diminuzione del 14% a cambi correnti e del 12% a cambi costanti. Oggi il titolo in borsa del colosso del lusso è in crescita di circa l’8 per cento.
“La performance di Kering nel terzo trimestre, pur mostrando un miglioramento sequenziale su basi di confronto favorevoli, rimane largamente al di sotto dei nostri competitors – dichiara in una nota Luca de Meo, CEO del gruppo dal 15 settembre -. Sono determinato ad intervenire a tutti i livelli del gruppo per restituire alle nostre maison e a Kering la posizione che meritano. Da diversi mesi stiamo lavorando senza sosta per identificare le sfide e le leve sulle quali agire per la nostra ripresa. Abbiamo tutti gli elementi necessari per costruire un gruppo resiliente, competitivo e proiettato verso il futuro, che coniughi creatività e disciplina: il challenger indiscusso nel settore del lusso”.
Analizzando i singoli marchi, nel terzo trimestre i ricavi di Gucci sono ammontati a 1,3 miliardi, con una diminuzione del 18% a cambi correnti e del 14% a cambi costanti, gli analisti avevano previsto un calo organico del 16 per cento. Le vendite dalla rete retail gestita direttamente sono scese del 13% a cambi costanti, in miglioramento rispetto al secondo trimestre “grazie a un maggiore slancio in Nord America e in Europa Occidentale, insieme al successo di nuovi prodotti, in particolare nella pelletteria”. I ricavi wholesale sono diminuiti del 25% a tassi costanti. Durante l’ultima Milano fashion week la maison ha svelato ‘La famiglia’, la prima collezione realizzata dal nuovo direttore creativo Demna, presentata attraverso il cortometraggio ‘Tiger’, diretto da Spike Jonze e Halina Reijn. Il mese scorso Francesca Bellettini è stata nominata CEO del marchio.
Nel Q3 Yves Saint Laurent ha raggiunto un turnover di 620 milioni, in decrescita del 7% a cambi correnti e del 4% a cambi costanti, battendo gli analisti che avevano previsto un calo organico del 7 per cento. Il canale retail è calato del 2% a cambi costanti, in miglioramento rispetto al Q2. Le vendite sono tornate a crescere in Nord America e sono diminuite leggermente in Europa Occidentale. “Il marchio ha visto una crescita a due cifre nei segmenti ready to wear e calzature”. I ricavi wholesale sono diminuiti del 16% a tassi costanti, “in linea con la strategia di razionalizzazione del marchio”.
Bottega Veneta ha registrato ricavi pari a 393 milioni, in calo dell’1% a cambi di tasso correnti, in aumento del 3% a cambi costanti mentre gli analisti avevano previsto risultati flat. Il retail ha visto una crescita del 5% a cambi costanti, principalmente guidato dalla crescita a due cifre in Nord America. “Ready to wear e calzature hanno visto la crescita più forte, e il lancio della borsa ‘Campana’ ha mostrato risultati molto promettenti”. Il wholesale è invece diminuito del 9% a cambi costanti. Durante Milano fashion week ha sfilato la prima collezione della nuova direttrice creative Louise Trotter.
Le altre maison, tra cui Balenciaga, Brioni e McQueen, hanno fatturato 652 milioni, in calo del 5% a cambi correnti (+1% a cambi costanti, ancora una volta superando il -7% previsto dagli analisti). Le vendite dalla rete retail sono rimaste stabili su base comparabile, quelle del wholesale sono aumentate del 5 per cento. Incrementi in tutte le categorie di prodotto per Balenciaga, grazie in particolare al mercato nordamericano. Poche settimane fa Pierpaolo Piccioli ha svelato a Parigi la sua prima collezione per il marchio. Da McQueen, la diminuzione dei ricavi si è moderata grazie alle vendite più alte nel ready to wear femminile. Brioni ha mantenuto la sua crescita, con un forte aumento delle vendite al dettaglio in Europa Occidentale, Nord America e Giappone. Le maison di gioielli “hanno visto un ottimo slancio, con ricavi in crescita a due cifre. Lo sviluppo di Boucheron negli Stati Uniti e nella regione Asia-Pacifico è stato particolarmente incoraggiante”. I ricavi sono aumentati per Pomellato, Qeelin ha mantenuto la sua traiettoria molto positiva nell’Asia-Pacifico.
Risultati incoraggianti per Kering Eyewear & Corporate che nel Q3 raggiunge i 448 milioni di euro, con un aumento del 2% a cambi correnti e del 6% a cambi costanti (gli analisti avevano previsto solo il +3 per cento). I soli ricavi di Kering Eyewear sono aumentati del 7% a cambi costanti. Una forte crescita è stata registrata in tutte le regioni chiave e nell’intero portafoglio di marchi, con ottime performance per gli house brand Maui Jim e Lindberg. A settembre è stato annunciato l’accordo con Valentino, la prima collezione di occhiali è prevista per la primavera/estate 2026.
Kering Beauté ha registrato una crescita, con ricavi in aumento del 3% su base comparabile. Recentemente è stata lanciata la prima collezione di profumi di Balenciaga e il nuovo profumo ‘Oud Zarian’ di Creed. Pochi giorni fa è stata annunciata la cessione della divisione beauty del gruppo a L’Oréal, nell’ambito di un’operazione dal valore di 4 miliardi di euro, pagabili interamente in contanti al completamento previsto per il primo semestre 2026.
Per quanto riguarda i risultati nei nove mesi, Gucci ha fatturato 4,3 miliardi (-24% a cambi correnti, -22% a cambi costanti), Yves Saint Laurent 1,9 miliardi (-10%, -8%), Bottega Veneta 1,2 miliardi (in linea con i primi nove mesi del 2024, in crescita del 2% a cambi costanti), le altre maison 2,1 miliardi, in decrescita del 12% a tassi correnti (-9% a cambi costanti), Kering Eyewear & Corporate 1,5 miliardi, in aumento del 2% a cambi correnti (+4% a cambi costanti).
Per quanto concerne il quarto trimestre, nella call con gli analisti di ieri la direttrice finanziaria del gruppo Armelle Poulou ha previsto un calo delle vendite dello stesso ordine di grandezza del terzo trimestre. Le vendite di settembre sono state in linea con il complesso del terzo trimestre, con agosto molto più forte e luglio più debole. In generale, l’Europa occidentale e il Nord America sono i principali motori di crescita nel Q3, ma c’è stato comunque un miglioramento sequenziale nel cluster cinese, sebbene la Cina continentale sia ancora negativa. A cambi costanti, L’Europa ha visto un calo del 7% (vs -17% Q2 2025), L’Asia del 10% (vs -19%), il Giappone del 16% (vs -29%) mentre il Nord America ha visto una crescita del 3% (vs -10%) e il resto del mondo del 2% (vs -5 per cento).
Inoltre durante l’incontro, a cui non ha partecipato de Meo, Jean-Marc Duplaix, chief operating officer ha ammesso che negli anni passati è avvenuta un’eccessiva espansione della rete di negozi. Kering ha chiuso 55 negozi quest’anno, di cui 14 nel terzo trimestre, contando 1.758 alla fine di settembre. Gucci ha rappresentato la metà dei negozi chiusi nei primi nove mesi del 2025. “Abbiamo un po’ esagerato in termini di espansione della rete, quindi, senza fornire cifre, potete comprendere che nei prossimi due anni continueremo a razionalizzare la rete in modo piuttosto drastico,” ha spiegato Duplaix. In proposito, oggi Wwd riporta che McQueen ha avviato una revisione strategica che potrebbe portare alla perdita di 55 posti di lavoro, circa un terzo del personale della sede centrale di Londra. Il brand ha confermato di aver già avviato un processo di consultazione, fase preliminare per i licenziamenti nel Regno Unito, con i membri del personale coinvolti. McQueen ha affermato di aver “lanciato un programma mirato a restituire all’azienda una redditività sostenibile nei prossimi tre anni. Nell’ambito di una revisione strategica complessiva delle nostre operazioni globali, stiamo ristrutturando la nostra sede nel Regno Unito e riducendo la complessità sui nostri mercati internazionali”.
Il mese scorso, attraverso una nota stampa Kering e Mayhoola hanno annunciato congiuntamente di aver raggiunto un accordo per la modifica dell’accordo tra azionisti, stipulato in occasione dell’acquisizione da parte di Kering di una partecipazione del 30% in Valentino per 1,7 miliardi di dollari nel 2023. In base a quanto stabilito, l’attuale assetto proprietario della casa di moda romana non subirà variazioni prima del 2028. Le opzioni di vendita detenute da Mayhoola nei confronti di Kering, esercitabili nel 2026 e nel 2027 per la restante quota del 70% in Valentino, vengono posticipate rispettivamente al 2028 e al 2029. L’opzione di acquisto di Kering sulla quota di Mayhoola, inizialmente prevista per il 2028, è anch’essa rinviata al 2029. Tutte le altre disposizioni contrattuali relative alle opzioni restano invariate.



