Anche Ambush torna in mano ai propri fondatori. Dopo Alanui, anche il marchio fondato da Yoon Ahn e Verbal — nato a Tokyo nel 2008 come brand di gioielli (il lancio del ready to wear risale al 2016) — esce dal capitale di New Guards Group, gruppo italiano di proprietà di Farfetch (a sua volta controllato dal colosso sudcoreano Coupang). Un segnale ulteriore delle difficoltà che sta attraversando lo streetwear di lusso, spaccato di cui proprio Ngg è stato, fino a non troppo tempo fa, uno degli incubatori di riferimento.
Come riportato dalla stampa estera, in un comunicato diffuso venerdì, i fondatori hanno annunciato di aver riacquisito il 100% della label, dichiarando: “Riacquisire la piena proprietà ci permette di esprimere appieno i valori fondamentali e la visione originale su cui Ambush è stato costruito”.
L’uscita di Ambush — entrato nell’orbita di Ngg nel 2020 cedendo una quota di maggioranza — segue, come accennato, quella di Alanui, marchio italiano di maglieria di lusso fondato nel 2015, che meno di un mese fa è tornato nelle mani dei fratelli Carlotta e Nicolò Oddi. “Siamo felici e orgogliosi di riprendere il pieno controllo del brand che abbiamo costruito con tanto amore e passione. Abbiamo lavorato duramente per consolidare una struttura efficiente e dinamica, funzionale a sostenere la crescita internazionale del marchio”, aveva commentato l’amministratore delegato Nicolò Oddi, chiudendo così un capitolo durato otto anni.
La ritrovata indipendenza di Ambush e Alanui rappresenta un nuovo tassello in un effetto domino iniziato lo scorso novembre, quando il gruppo ha richiesto l’accesso alla composizione negoziata della crisi: un percorso riservato e stragiudiziale volto a favorire il risanamento di imprese che, pur in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario tali da rendere probabile una crisi o l’insolvenza, conservano le potenzialità per restare sul mercato.
Un’ulteriore nota dolente è arrivata poche settimane dopo, con la perdita della licenza per la distribuzione di calzature e abbigliamento Reebok in Europa, per la quale Ngg aveva creato una divisione ad hoc. Secondo Wwd, il gruppo sarebbe esposto verso Authentic Brands Group, proprietario del marchio sportivo, per circa 300 milioni di dollari (circa 284 milioni di euro) in royalties. Come riportava la testata americana, l’accesso alla composizione negoziata della crisi ha l’obiettivo di “evitare una dichiarazione di fallimento e consentire a Ngg di continuare a gestire la propria attività con partner e clienti”.
Qualche mese dopo, a febbraio 2025, il gruppo ha salutato anche Palm Angels, venduto a Bluestar Alliance – la stessa società che ha acquisito Off-White da Lvmh – dopo l’uscita del fondatore Francesco Ragazzi, ora impegnato nel lancio di una Fragrance Collection.
Per New Guards Group, la perdita di un altro marchio, rappresenta l’ennesimo capitolo nella travagliata storia della società che era stata acquisita da Farfetch nel 2019 per 675 milioni di dollari, ma anche – guardando più largamente al sistema – il declino definitivo di un fenomeno che ha visto il suo apice nel 2018 con la nomina di Virgil Abloh a direttore creativo del menswear di Louis Vuitton.
Malgrado rumors insistenti abbiano ipotizzato una concreta offerta di acquisto da parte del fondo Style Capital di Roberta Benaglia a Farfetch per il controllo di Ngg, l’operazione non si è di fatto concretizzata. Attualmente rimangono sotto il controllo di Ngg Marcelo Burlon County of Milan (orfano di un direttore creativo), Opening Ceremony, Unravel Project e Heron Preston.



