Carlotta e Nicolò Oddi tornano a possedere la maggioranza del loro brand Alanui, il marchio italiano di maglieria di lusso fondato nel 2015, e che dal 2017 era passato sotto il controllo di New Guards Group, gruppo di proprietà di Farfetch (che a sua volta fa capo a Coupang). Al completamento della transazione Alanui riprenderà diretto controllo e gestione di tutte le funzioni aziendali, dalle operations alla distribuzione, guidata dall’amministratore delegato Nicolò Oddi; Carlotta Oddi manterrà il suo ruolo di direttore creativo del marchio.
“Siamo felici e orgogliosi di riprendere il pieno controllo del brand che abbiamo costruito con tanto amore e passione. Abbiamo lavorato duramente per consolidare una struttura efficiente e dinamica, funzionale a sostenere la crescita internazionale del marchio”, ha commentato l’AD.
I fratelli Oddi spiegano di essere al lavoro per una vera e propria ripartenza, con progetti che mirano ad aumentare la visibilità internazionale del marchio, già noto per il suo cardigan Icon, declinato in innumerevoli varianti nel corso degli anni, sempre ispirate dai viaggi (Alanui in hawaiano significa ‘lungo viaggio’). Continuando a far leva su un posizionamento nel segmento del lusso, Carlotta e Nicolò puntano ad aumentare il proprio business con una forte attenzione a preservare “quella qualità che riflette la nostra visione: oggi diamo inizio a una nuova avventura che celebra le nostre origini, ma che è al contempo ci proietta verso il futuro”.
A partire dalla stagione primavera/estate 2026, le collezioni Alanui uomo e donna saranno distribuite direttamente dal brand attraverso uno showroom con base a Milano.
Si tratta di un altro duro colpo per New Guards Group, che solo un mese fa aveva rinunciato a un altro brand di punta del suo portafoglio, Palm Angels, passato sotto l’egida di Bluestar Alliance, che a ottobre 2024 aveva già acquisito da Ngg anche Off-White, il brand fondato dal creativo prematuramente scomparso Virgil Abloh e che è stato sotto il controllo di Lvmh fino al 2021. Poco dopo Ngg ha anche perso la licenza per la distribuzione di calzature e abbigliamento Reebok in Europa, per la quale aveva creato una divisione ad hoc. Primi segnali di fatica, questi, per New Guards Group, che a fine 2024 aveva chiesto di accedere alla composizione negoziata della crisi, per un debito che secondo quanto era stato riportato da Wwd ammontava già a 300 milioni di dollari (284 milioni di euro) solo nei confronti di Abg – Authentic Brands Group (che controlla il marchio sportivo) per royalties. Come riportava la testata americana, la decisione di accedere alla composizione negoziata della crisi mirava ad “evitare una dichiarazione di fallimento per consentire a Ngg di continuare a gestire la propria attività con partner e clienti”.
Malgrado rumors insistenti abbiano ipotizzato una concreta offerta di acquisto da parte del fondo Style Capital di Roberta Benaglia a Farfetch per il controllo di Ngg, l’operazione non si è di fatto concretizzata. Attualmente rimangono sotto il controllo di Ngg brand come Ambush, Marcelo Burlon, Opening Ceremony, Unravel Project e Heron Preston.



