Kering ha reso noto il turnover dei primi nove mesi dell’anno: i ricavi sono stati pari a 12,8 miliardi di euro, in calo dell’12% sia a tassi correnti che su base comparabile. Nel terzo trimestre del 2024, i ricavi sono stati pari a 3,8 miliardi di euro, in calo del 15 per cento a cambi correnti (-16% su base comparabile). La decrescita ha superato le previsioni degli analisti di Barclays fissate intorno all’11 per cento, così come quelle pubblicate da Bloomberg.
“Nel complesso, ci aspettavamo risultati ardui per il terzo trimestre e un certo livello di riduzione delle previsioni sull’ebit per il full year, tuttavia l’entità dell’erosione degli utili nel breve termine è peggiore del previsto. Ciò solleva interrogativi sul recupero degli utili del prossimo anno, quando probabilmente vedremo ulteriori declassamenti”, hanno affermato in una nota gli analisti di Rbc Royal Bank, riporta Reuters.
La variazione dei ricavi a cambi correnti include un effetto valutario negativo dell’1% e un effetto di ambito positivo del 2% derivante dal consolidamento del marchio di profumi Creed. Le vendite derivanti dal canale retail diretto sono diminuite del 17% su base comparabile nel Q3. Le vendite relative al segmento wholesale sono diminuite del 12% a cambi costanti.
Le tendenze nelle varie regioni si sono indebolite rispetto al secondo trimestre, in particolare nell’area Asia-Pacifico e soprattutto in Giappone. I ricavi retail sono scesi del 30 percento nell’area Asia-Pacifico nel terzo trimestre, del 15 percento in Nord America e dell’11 percento nell’Europa occidentale mentre le vendite in Giappone hanno registrato un aumento del 3 percento, dopo un balzo del 27 percento nel trimestre precedente, mentre il resto del mondo è progredito del 2 percento.
Armelle Poulou, Chief financial officer di Kering, ha affermato che nonostante un leggero miglioramento delle tendenze a settembre e ottobre, Kering non prevede alcun miglioramento sostanziale nel quarto trimestre. “Saremo lieti di dare il benvenuto ad alcuni nuovi dirigenti senior per guidare la funzione di comunicazione, e ciò dovrebbe essere annunciato a tempo debito, ma prevediamo che la nuova struttura di leadership nella comunicazione sarà pienamente operativa entro la fine del 2024”, ha affermato la manager. Pochi giorni fa alcuni rumors di stampa hanno riportato la notizia secondo cui Alessio Vannetti, che da poco più di un anno ricopre il ruolo di executive vice president chief brand officer du Gucci, sarebbe in via di uscita.
Nel Q3 i ricavi di Gucci sono stati pari a 1,6 miliardi di euro, in calo del 26% (-25% a cambi costanti). Le vendite del segmento retail sono diminuite del 25% a cambi costanti, influenzate in particolare modo dalle performance dell’area Asia-Pacifico. Nel secondo trimestre il marchio ammiraglio di Kering aveva visto un calo delle vendite del 20% (19% su base comparabile). Nel Q3 i ricavi wholesale sono diminuiti del 38% su base comparabile, riflettendo la razionalizzazione strategica di questo canale di distribuzione e tenendo conto delle difficili condizioni di mercato. Pochi giorni fa Stefano Cantino è stato nominato nuovo CEO del marchio. Il manager, già ai vertici della maison di Kering nel ruolo di deputy CEO dallo scorso aprile, prenderà il posto di Jean-François Palus a partire dal primo gennaio 2025 e riferirà a Francesca Bellettini, vice CEO di Kering e responsabile dello sviluppo del marchio.
Le vendite di Yves Saint Laurent nel terzo trimestre sono state di 670 milioni di euro, in calo del 13% (-12% a cambi costanti). Il canale retail diretto ha visto una flessione del 12% su base comparabile. I ricavi wholesale sono diminuiti del 20% su base comparabile.
I ricavi di Bottega Veneta hanno totalizzato 397 milioni di euro nel terzo trimestre, in aumento del 4% (+5% a cambi costanti). Il segmento retail diretto è cresciuto del 9% su base comparabile, guidata da un incremento a due cifre in Nord America e in Europa occidentale. I ricavi wholesale sono diminuiti del 10% su base comparabile.
Nel Q3 i ricavi provenienti dalle altre maison del gruppo, tra cui McQueen, Balenciaga e Brioni, sono stati pari a 686 milioni di euro nel terzo trimestre, in calo del 15% (-14% a cambi costanti). Le vendite derivanti dal segmento retail sono diminuite del 10% su base comparabile. I brand di gioielli di Kering (Boucheron, Pomellato, DoDo, Qeelin) hanno registrato una “performance resiliente”. I ricavi whoelsale sono diminuiti del 28% su base comparabile.
Le vendite del segmento Kering Eyewear e corporate sono ammontate a 440 milioni di euro, in aumento del 32% a cambi correnti. I soli ricavi di Kering Eyewear sono aumentati del 4% su base comparabile durante il trimestre totalizzando 343 milioni di euro. Il segmento comprende anche le attività di Kering Beauté, rafforzate dal significativo contributo di Creed.
“Con disciplina e determinazione, stiamo implementando una trasformazione di ampia portata del Gruppo, e in particolare di Gucci, in un momento in cui l’intero settore del lusso attraversa condizioni di mercato sfavorevoli – ha dichiarato in una nota il presidente e AD François-Henri Pinault -. Questa situazione ha un evidente impatto sulle nostre performance di breve periodo. La nostra priorità è di porre le condizioni per il ritorno a una crescita solida e sostenibile, continuando a monitorare con attenzione i nostri costi e la selezione dei nostri investimenti. Siamo perseguendo la giusta strategia, con l’organizzazione appropriata, e i talenti necessari per raggiungere questi obiettivi.”
“In virtù delle crescenti incertezze che incideranno ragionevolmente sulla domanda dei clienti di beni di lusso nei prossimi mesi, e alla luce del rallentamento maggiore del previsto nel terzo trimestre dell’anno, il risultato operativo ricorrente di Kering nel 2024 dovrebbe attestarsi a circa €2,5 miliardi (4,7 miliardi nel 2023, ndr)”, conclude il colosso d’Oltralpe.
Stamattina il titolo di Kering cresce di mezzo punto percentuale, trainato probabilmente dai buoni risultati finanziari di Hermès che si conferma nel suo complesso ‘resiliente’ di fronte al generalizzato calo dei consumi sul fronte del lusso. La maison ha chiuso i nove mesi con un fatturato consolidato a 11,2 miliardi di euro, in aumento del 14% a tassi di cambio costanti e dell’11% a tassi di cambio correnti rispetto allo stesso periodo del 2023.



