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Kering torna a crescere nel Q2 (+1%) e migliora anche Gucci (-3%)

Di Redazione
28 Lug 2026
Kering torna a crescere nel Q2 (+1%) e migliora anche Gucci (-3%)

Gucci cruise 2027 - Ph. Launchmetrics/Spotlight

La roadmap di de Meo fa portare a Kering i primi significativi segnali di inversione di tendenza, soprattutto nel secondo trimestre dell’anno. Il Q2 evidenzia vendite pari a 3,652 miliardi di euro, in aumento dell’1% a tassi correnti e del 2% a perimetro e tassi comparabili. Una debole ma significativa ripartenza che porta il semestre ad arginare il segno meno nel turnover con un -3% a tassi correnti che diventa un +1% a tassi comparabili, per un valore complessivo di 7,22 miliardi di euro con vendite nella rete diretta stabili a tassi comparabili e aumentate del 5% nella rete wholesale.

Un risultato che de Meo commenta sottolineando come testimoni “l’impatto positivo delle misure sostanziali che abbiamo adottato per rafforzare la desiderabilità e l’unicità dei nostri marchi, semplificare l’organizzazione e aumentare l’efficienza”. Il tutto in un contesto di forte ridimensionamento del debito, ridotto a 3,3 miliardi di euro, ovvero 4,7 miliardi in meno da fine 2025, grazie a operazioni immobiliari e alla cessione di Kering Beauté a L’Oréal (completata il 31 marzo 2026, con 4 miliardi incassati). Inoltre, sul fronte della marginalità, il semestre ha visto un margine operativo corrente del 12,8%, stabile a 921 milioni di euro.

I segnali di miglioramento toccano il segmento Fashion & Leather Goods, anche se le divisioni che in realtà si mettono in luce soprattutto per i tassi di crescita restano quelle dell’eyewear e soprattutto della gioielleria. Tornando, invece, alla moda, la divisione Fashion & Leather Goods ha registrato nel secondo trimestre ricavi a 2,9 miliardi di euro, segnano un -1% a tassi correnti ma performance stabile su base comparabile, dunque in sensibile miglioramento rispetto al primo trimestre. Come segnala la nota, che come da prassi non scorpora gli andamenti delle singole maison, “Saint Laurent, Bottega Veneta e Brioni hanno proseguito il miglioramento sequenziale, con una forte accelerazione della performance rispetto al primo trimestre”. Nel primo semestre la divisione ha registrato ricavi per 5,8 miliardi di euro (-5% a tassi correnti e -1 % su base comparabile) con un risultato operativo corrente del segmento, che è stato di 828 milioni di euro nel primo semestre 2026 rispetto agli 832 milioni del primo semestre 2025.

All’interno della divisione moda, da segnalare poi come al momento la parabola discendente di Gucci sembra si stia ridimensionando. Nel Q2 il fatturato del marchio dalla doppia G è stato di 1,41 miliardi di euro, in calo ‘solo’ del 3% a tassi correnti e del 2% a tassi comparabili, un risultato sempre in negativo ma ben inferiore alle performance dei trimestri precedenti. I negozi diretti hanno visto vendite a -2% a tassi comparabili, con un miglioramento di sette punti percentuali rispetto al primo trimestre 2026. Allargando lo sguardo al primo semestre, il fatturato di Gucci è stato di 2,757 miliardi di euro, in calo del 9% a tassi correnti e del 5% a tassi comparabili, con un netto miglioramento sequenziale.

Come anticipato, a brillare è la divisione Kering Jewelry, sulla quale de Meo sta puntando in modo particolare, considerato l’andamento positivo in generale del settore. Nel secondo trimestre la divisione ha registrato una performance definita “eccellente” con un fatturato di 252 milioni di euro. Le vendite sono aumentate del 15% a tassi correnti e del 18% a tassi comparabili e nel primo semestre il fatturato di Kering Jewelry è stato di 521 milioni di euro, in aumento del 14% a tassi correnti e del 20% a tassi comparabili.

Ottimo anche l’andamento di Kering Eyewear che nel secondo trimestre, ha raggiunto 476 milioni di euro, in crescita del 7% a tassi correnti e dell’8% a tassi comparabili. “Tutte le principali regioni hanno registrato una crescita solida. La performance ha beneficiato di iniziative prodotto rilevanti, tra cui la capsule collection per i 40 anni di Lindberg, il rilancio dell’attività ottica di Maui Jim e il lancio della collezione occhiali Valentino, supportato da importanti eventi in Italia e negli Stati Uniti”, segnala la nota. Nel primo semestre il fatturato di Kering Eyewear è stato di 965 milioni di euro, in aumento del 5% a tassi correnti e dell’8% a tassi comparabili. Il risultato operativo corrente ha raggiunto 222 milioni di euro e il margine operativo corrente si è attestata al 23%, con un miglioramento di 2,9 punti percentuali rispetto al primo semestre 2025.

Il segmento Corporate & Other(include le funzioni e i servizi di Gruppo, nonché Ginori 1735) ha totalizzato, infine, un fatturato di 35 milioni di euro, in calo del 7% a tassi correnti e del 6% a tassi comparabili e nel semestre i ricavi hanno totalizzato 65 milioni di euro, in calo del 7% a tassi correnti e in aumento dell’1% a tassi comparabili.

Infine, sul fronte della redditività netta, invece, il quadro è meno confortante: l’utile netto è crollato a 189 milioni di euro attribuibili al gruppo, contro i 474 milioni dell’H1 2025 (-60%) — un dato significativo che contrasta con il tono positivo del resto della semestrale, penalizzato da oneri non ricorrenti per 223 milioni di euro, legati soprattutto alla cessione dell’immobile di via Montenapoleone a Milano. Il free cash flow si è invece attestato a 2,6 miliardi di euro nel semestre, di cui 497 milioni provenienti da operazioni immobiliari e 300 milioni dall’accordo Gucci Beauty. Da segnalare infine l’impatto del Medio Oriente: la crisi in corso nella regione ha pesato per 1 punto percentuale sulla crescita del Gruppo nel secondo trimestre.

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