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Ipo da 1 mld per Gens Aurea. Godano (AD): “Traguardo importante”

Di Camilla Antonioni
14 Lug 2026
Ipo da 1 mld per Gens Aurea. Godano (AD): “Traguardo importante”

Gens Aurea è ufficialmente una società quotata. Questa mattina alle 9:00 a palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana in piazza Affari a Milano, è suonata la campanella che sancisce l’ingresso del gruppo, attivo nella compravendita di oro e metalli preziosi, sul mercato regolamentato Euronext Milan. Quella di Gens Aurea è stata la prima nuova quotazione dell’anno su questo segmento e la 49esima operazione realizzata dal gruppo Euronext su Borsa Italiana.

Come riporta la stessa Borsa Italiana, dopo una sospensione di 18 minuti per eccesso di rialzo, il titolo di Gens Aurea ha aperto a 10,45 euro per azione, il 4,5% sopra il prezzo di collocamento. L’offerta complessiva ha riguardato 10,1 milioni di azioni azioni ordinarie, corrispondenti al 10% del capitale sociale, con un prezzo fissato a 10 euro per azione. Su questa base, la capitalizzazione di mercato della società si attesta intorno a 1,01 milioni di euro. L’operazione genererà proventi lordi per circa 101 milioni di euro, che andranno a Mattina Holding, l’azionista venditore, riconducibile alla società di private equity Dvc Partners (già Springwater Capital), che resta l’azionista di riferimento del gruppo

Mattina Holding ha inoltre concesso a Bnp Paribas, nel ruolo di stabilization manager, un’opzione di greenshoe per acquistare fino a 1,01 milioni di azioni supplementari. Se questa opzione di over-allotment venisse esercitata per intero, i proventi lordi totali salirebbero a circa 111 milioni di euro e il flottante arriverebbe all’11 per cento.

L’operazione, che secondo quanto riportato da Reuters valorizza la società attorno a 1,4 miliardi di euro, arriva a poche settimane dal deposito del prospetto informativo presso la Consob e conferma i rumors circolati già lo scorso aprile su un possibile sbarco in Borsa entro l’estate. L’offerta si è configurata come un collocamento privato di azioni ordinarie esistenti, detenute da Mattina Holding.

Un momento dopo il suono della campanella

A dare il benvenuto alla società sul listino milanese è stato l’amministratore delegato di Borsa Italiana, Fabrizio Testa, che ha sottolineato il valore simbolico dell’operazione in un mercato regolamentato reduce da un 2025 avaro di nuove quotazioni: “Oggi vi ringraziamo perché avete fatto un percorso in cui gli investitori vi hanno conosciuto, un percorso che è arrivato alla giusta conclusione”. Testa ha speso parole di apprezzamento per il modello di business del gruppo, incentrato sulla rigenerazione dell’oro: “Quando ho visto per la prima volta questa società, mi ha subito interessato la natura del business model: economia circolare autentica, che permette di risparmiare il 99,98% rispetto all’estrazione dell’oro da miniera. Questo è un segnale molto forte”. Il CEO ha inoltre collocato l’operazione nel contesto più ampio di un mercato regolamentato che, pur avendo superato il trilione e 200 miliardi di euro di capitalizzazione complessiva, attendeva quotazioni di peso come quella di Gens Aurea, ribadendo l’impegno dell’istituzione “affinché le eccellenze italiane ricevano i finanziamenti necessari”.

Sul palco è intervenuta anche Barbara Lunghi, head of listing sales Italy, Borsa Italiana, Euronext, che ha ricordato come l’operazione rappresenti “un importante esempio di come un investitore finanziario abbia accompagnato il percorso di crescita della società, utilizzando ora il mercato per valorizzarne una parte”, augurandosi che altri azionisti possano intraprendere lo stesso percorso. Lunghi ha ripercorso i numeri che motivano l’ingresso in Borsa del gruppo, definito “leader europeo nel retail dell’oro e dei metalli preziosi, con presenza in cinque Paesi e una rete di oltre 530 punti vendita”, capace di gestire oltre 11 tonnellate d’oro nel corso del 2025 attraverso una piattaforma integrata che unisce, grazie a un ecosistema di otto brand tra cui Orocash e OroCaja, l’acquisto e la valorizzazione dell’oro usato, la vendita di oro da investimento e il retail di gioielli. “I vostri risultati parlano per voi e testimoniano la dimensione raggiunta dal gruppo: oltre 830 milioni di euro di fatturato e oltre 100 milioni di ebitda”, ha asserito Lunghi, aggiungendo che la quotazione “dà alle società la possibilità di attivare non solo un polmone finanziario, ma anche un canale di visibilità, di standing e di attrattività per i talenti”.

I numeri richiamati sul palco trovano conferma nei dati di bilancio 2025 già diffusi dalla società in fase di collocamento: 836 milioni di euro di fatturato ed ebitda adjusted a 105 milioni. Le ambizioni del gruppo guardano ora al 2026, anno per cui Gens Aurea punta a un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro e un ebitda adjusted superiore a 200 milioni, con un margine intorno al 14% e un utile netto adjusted atteso oltre i 130 milioni. L’orizzonte si allunga poi fino al 2029, quando il gruppo si è posto l’obiettivo di superare i 2,4 miliardi di fatturato, con un cagr 2026-29 di circa il 17%, un ebitda adjusted intorno ai 345 milioni e un tasso di crescita annuo composto del 20% nello stesso periodo, mantenendo il margine ebitda adjusted stabile al 14% circa. Sul fronte della rete distributiva, l’obiettivo è arrivare a 750 punti vendita, puntando sia sull’espansione organica sia su operazioni di M&A selettive nelle aree geografiche già presidiate e in nuovi mercati.

“Siamo molto contenti, diciamo che è un traguardo importante, però è anche un nuovo inizio perché l’azienda ha ambizioni di continuare a crescere, di svilupparsi in altri Paesi”, ha commentato a Pambianconews il CEO di Gens Aurea, Fabio Godano. “Siamo presenti in cinque Paesi, vogliamo diventare – lo siamo già – il primo player europeo nel settore, però consolidarlo sempre di più e perché no, continuare a crescere. Che sia di buon auspicio. Incrociamo le dita”, conclude il dirigente.

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