Hermès International annuncia una riorganizzazione del proprio comitato esecutivo, operativa dal 1° luglio 2026. Due le nomine principali annunciate dal colosso del lusso francese: Nicolas Martin assume il ruolo di executive vice-president e segretario generale, con responsabilità ampliate che includono la direzione legale, Hermès Services Groupe, l’audit e la gestione dei rischi e il comparto immobiliare. Contestualmente, Sharon MacBeath, alla guida delle risorse umane di gruppo dal 2019 e nel comitato esecutivo dal 2022, aggiunge alla propria delega anche la sostenibilità, diventando executive vice-president Human Resources and Sustainability.
Lascia invece il comitato Olivier Fournier, che, in azienda dal 1991, ha ricoperto ruoli di rilievo in diverse entità del gruppo prima di affiancare Axel Dumas come executive vice-president Corporate Developments and Social Affairs. Dopo 35 anni, Fournier – riporta una nota del gruppo – avvia una nuova fase personale, mantenendo però la presidenza della Fondation d’entreprise Hermès. Nella nota diramata, il player parla di ” una nuova tappa nell’organizzazione”.
A seguito delle nomine, il comitato esecutivo risulta composto da Axel Dumas (presidente esecutivo ), Florian Craen (direttore generale commerciale), Charlotte David (direttrice generale comunicazione), Pierre-Alexis Dumas (direttore artistico generale), Wilfried Guerrand (direttore generale métiers, sistemi informativi e data), Éric du Halgouët (direttore finanziario), Nicolas Martin (segretario generale), Sharon MacBeath (direttrice generale risorse umane e sostenibilità), Guillaume de Seynes (direttore generale dall’area a monte delle partecipazioni) e Agnès de Villers (direttrice generale dei mestieri pelletteria, selleria, Horizons, IoT e petit).
Per il gruppo il primo trimestre del 2026 si è chiuso con ricavi per 4,07 miliardi di euro, in calo a cambi correnti dell’1,4 per cento. A cambi costanti, la performance segna un rialzo del 5,6% nei tre mesi, dato comunque inferiore al consunsus degli analisti. Una performance arrivata come l’attestazione definitiva del rallentamento globale dei consumi del lusso, in risposta a un clima di incertezza e timore. A penalizzare l’andamento di Hermès – che si conferma più resiliente ma pur sempre intaccata – l’impatto del conflitto con l’Iran sui consumi, soprattutto in Medio Oriente e in Francia, dove il calo dei flussi turistici ha inciso sugli acquisti di beni di alta gamma, ha dichiarato a margine la società.



