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I debiti affondano Saks Global: bancarotta dopo l’operazione Neiman Marcus

Di Redazione
14 Gen 2026
I debiti affondano Saks Global: bancarotta dopo l’operazione Neiman Marcus

Saks New York

Saks Global alza bandiera bianca. Il conglomerato statunitense di grandi magazzini di fascia alta ha presentato ieri istanza di fallimento volontaria, avviando un processo di ristrutturazione finanziaria sostenuto dai principali creditori e partner finanziari. La procedura si inserisce in un’operazione più ampia volta a rafforzare la struttura patrimoniale del gruppo e a garantirne la continuità operativa nel medio-lungo periodo. I suoi negozi resteranno aperti. E contestualmente è stato nominato anche un nuovo CEO: Geoffroy van Raemdonck,ex AD di Neiman Marcus e attualmente membro indipendente del consiglio d’amministrazione di Moncler.

Negli ultimi mesi l’azienda ha accumulato una serie di debiti, anche in seguito all’acquisizione nel 2024 di Neiman Marcus Group per 2,65 miliardi di dollari (circa 2,26 miliardi di euro). Negativi anche i risultati: nell’ultima trimestrale la holding americana (nata dall’integrazione tra Saks Fifth Avenue e Neiman Marcus), colpita da problemi di inventario e da costi più elevati, ha registrato un calo dei ricavi e degli utili. Il fatturato è sceso dell’11,1%, attestandosi a 1,6 miliardi di dollari, rispetto agli 1,8 miliardi di dollari dell’anno precedente.

Ricostruendo le dinamiche del declino, il default arriva dopo un 2023 segnato da scelte strategiche ambiziose ma controverse per il conglomerato del lusso. Saks aveva raccolto miliardi in obbligazioni per finanziare l’acquisizione di Neiman Marcus, puntando sulla scala come leva per rilanciare la propria posizione nel settore. Ma l’operazione ha aggravato il peso del debito senza risolvere i problemi strutturali con i fornitori, molti dei quali hanno bloccato le forniture in seguito a pagamenti mancati, aggravando ulteriormente le perdite operative. Nel tentativo di guadagnare tempo, lo scorso giugno Saks ha convinto i creditori a ristrutturare parte del debito, creando nuove gerarchie tra gli obbligazionisti. Ma anche quei titoli hanno perso valore rapidamente, segnale evidente del crescente pessimismo tra gli investitori.

Come ricapitolato dal New York Times, lo scorso agosto Saks ha completato una ristrutturazione del debito per alleviare parte della pressione finanziaria e rafforzare il bilancio e già a settembre l’agenzia di rating S&P Global ha definito la struttura del capitale di Saks “insostenibile”. Il mese scorso, infine, lo storico retailer a stelle e strisce ha firmato un’operazione immobiliare per liberare ulteriore liquidità, vendendo la proprietà di Neiman Marcus a Beverly Hills, in California, a una società di investimento per una cifra non resa nota.

Oggi, contestualmente al deposito dell’istanza, la società ha annunciato di aver ottenuto un impegno di finanziamento complessivo pari a circa 1,75 miliardi di dollari. Tale pacchetto include 1,5 miliardi di dollari messi a disposizione da un gruppo ad hoc di obbligazionisti senior garantiti e circa 240 milioni di dollari di liquidità incrementale proveniente dai finanziatori asset-based. Secondo quanto comunicato dall’azienda, queste risorse sono destinate a rafforzare il bilancio e a sostenere il percorso di trasformazione industriale e finanziaria del gruppo.

Nel quadro della procedura del Chapter 11, Saks Global ha precisato che tutte le attività operative al momento proseguiranno regolarmente. I negozi fisici e le piattaforme di commercio elettronico dei marchi Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus, Bergdorf Goodman, Saks Off 5th, Last Call e Horchow rimangono aperti e pienamente operativi. La società ha inoltre presentato le consuete istanze “first day” al tribunale fallimentare, finalizzate a consentire la gestione ordinaria dell’impresa, il rispetto dei programmi per i clienti, i pagamenti correnti ai fornitori e la continuità delle retribuzioni e dei benefici per i dipendenti.

E ancora, come anticipato, il processo di ristrutturazione è accompagnato da un rilevante riassetto della governance. Geoffroy van Raemdonck, già amministratore delegato di Neiman Marcus Group prima dell’acquisizione da parte di Saks Global nel 2024, è stato nominato CEO con effetto immediato, subentrando a Richard Baker, dimessosi ieri, il 13 gennaio. Van Raemdonck affiancherà il CFO Brandy Richardson, avviando un rafforzamento del team dirigente con l’ingresso di figure di comprovata esperienza nel settore del lusso e della distribuzione retail.

Commentando l’avvio della procedura, il nuovo amministratore delegato ha dichiarato: “Questo è un momento decisivo per Saks Global e il percorso che abbiamo davanti rappresenta un’importante opportunità per rafforzare le fondamenta del nostro business e posizionarlo per il futuro”. Ha inoltre sottolineato che la priorità rimane il servizio alla clientela e il mantenimento di relazioni solide con i marchi del lusso, aggiungendo: “In stretta collaborazione con questi leader appena nominati e con i nostri colleghi in tutta l’organizzazione, affronteremo questo processo insieme, continuando a concentrarci sul servizio ai nostri clienti e ai brand del lusso”.

“Geoffroy vanta una comprovata esperienza nel guidare una crescita trasformativa presso Neiman Marcus Group e altri marchi, costruendo relazioni di fiducia all’interno di queste organizzazioni e in tutto il settore”, ha commentato Paul Aronzon, membro del board, esprimendo fiducia nel nuovo organigramma. “La sua leadership contribuirà a rafforzare l’attenzione della Società sulla stabilità e sulla creazione di valore nel lungo periodo”. Lo stesso Aronzon ha inoltre ringraziato Richard Baker per il contributo fornito nel corso del suo mandato, definendolo un leader visionario”.

In ultima battuta, dal punto di vista finanziario, l’azienda prevede che, una volta ottenute le autorizzazioni del tribunale, una linea di finanziamento debtor-in-possession pari a 1 miliardo di dollari garantirà liquidità sufficiente a sostenere le operazioni e le iniziative di rilancio durante la procedura. È inoltre previsto un ulteriore impegno di 500 milioni di dollari da parte del gruppo di obbligazionisti, destinato a supportare l’uscita dal Chapter 11, attesa nel corso dell’anno.

L’annuncio ha gettato incertezza sul futuro della moda di lusso statunitense. Secondo quanto riporta Reuters, Saks Global ha stimato, nei documenti depositati presso il tribunale fallimentare degli Stati Uniti a Houston, in Texas, che le sue attività e passività erano comprese tra 1 e 10 miliardi di dollari. L’agenzia di stampa, inoltre, riporta che “tra i creditori non garantiti figurano diversi marchi del lusso, in particolare Chanel, con circa 136 milioni di dollari, e Kering, proprietario di Gucci con 60 milioni di dollari, si legge nel documento depositato in tribunale. Il più grande conglomerato del lusso al mondo, Lvmh, è stato elencato come creditore chirografario per 26 milioni di dollari. In totale, Saks Global ha stimato che ci fossero tra 10.001 e 25mila creditori”.

Tuttavia, al momento i listini azionari non hanno reagito con nervosismo e diversi titoli del lusso si mantengono in area positiva.

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