Nike starebbe per salutare alcuni dei suoi manager. Secondo quanto riporta Bloomberg, attori principali nella pianificazione di una strategia di ripresa del colosso americano avrebbero lasciato la poltrona, nell’ottica di cambiamenti ai vertici dirigenziali voluti dall’amministratore delegato Elliott Hill (nominato lo scorso ottobre).
Tra questi figura Daniel Heaf, chief strategy and transformation di Nike, che se ne va dopo che la direzione ha deciso di eliminare del tutto la sua carica. I team da lui supervisionati saranno integrati all’interno del dipartimento finanziario. Il responsabile delle comunicazioni KeJuan Wilkins saluta Nike dopo quasi 20 anni di carriera, secondo la nota riportata da Bloomberg. Secondo quanto risulta a Pambianconews, il colosso avrebbe cancellato la sua posizione sul sito istituazionale. Wilkins è stato promosso a questo ruolo nel 2023, sotto la guida del precedente CEO. L’azienda non ha ancora nominato un sostituto.
Questi non sarebbero gli unici professionisti di cui Hill ha scelto di fare a meno da quando ha assunto il ruolo di CEO lo scorso ottobre; il veterano di Nike ha rimescolato il team dirigenziale, nominando anche nuovi responsabili dei dipartimenti di marketing sportivo, legale e risorse umane, e rafforzando alcuni dei dipartimenti in virtù di una nuova strategia che punta a una ripresa della società di Beaverton, dopo un susseguirsi di risultati economici deludenti dalla fine del 2023.
Dati che – tuttavia – potrebbero continuare a non rispettare le aspettative del numero uno del gruppo visto che i nuovi risultati trimestrali, in uscita oggi nel tardo pomeriggio, si prevedono ancora in decremento. Nel dettaglio, nel terzo trimestre dell’esercizio 2025 gli analisti stimano che il gruppo dovrà far fronte al calo di fatturato più marcato degli ultimi cinque anni. Secondo l’analista David Swartz di Morningstar, Nike registrerà un calo dei ricavi dell’11,5% a 11 miliardi di dollari nel terzo trimestre. Sarebbe il calo più forte visto dopo il -38% che Nike registrò nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2020, durante la pandemia.
Secondo i dati compilati dalla società finanziaria Raymond James, inoltre, i nuovi prodotti di Nike non sono riusciti convincere ad esempio i consumatori americani, riluttanti ad acquistare prodotti non essenziali come gli articoli sportivi e l’abbigliamento. Inoltre, i download delle app mobile di Nike nel trimestre sono diminuiti del 35% rispetto all’anno precedente, secondo società di informazioni di mercato. Il traffico nei negozi Nike è invece diminuito dell’11 per cento.
Buone però le aspettative sulla nuova linea lanciata con Skims, di proprietà di Kim Kardashian, “sarebbe molto positivo per l’azienda se riuscisse a entrare in quel mercato e a essere un attore significativo accanto a Lululemon“, hanno commentato alcuni analisti di Morningstar.
Come già sottolineato, finora la direzione sbagliata delle strategie di Nike non ha soltanto portato a diminuire la sua platea di clienti, ma ha altresì procurato opportunità per i concorrenti. Le azioni Nike sono scese del 19% dal 20 settembre, dopo la nomina di Hill, infatti, mentre il competitor Adidas, nel frattempo, ha visto il suo titolo salire nello stesso periodo.



