La Commissione Europea sarebbe vicina all’annuncio delle nuove tassazioni per Temu e Shein. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Bruxelles avrebbe terminato lo studio per l’approvazione di tassazioni sugli acquisti di importo inferiore a 150 euro, volte a contrastare la concorrenza sleale delle piattaforme cinesi di e-commerce low cost, tra le quali rientrerebbe anche AliExpress. La volontà della commissione era stata già annunciata nella prima metà dell’anno ma secondo il Financial Times la nuova Commissione avrebbe iniziato a lavorare su una proposta più dettagliata il primo dicembre e potrebbe annunciarla entro febbraio 2025.
L’Ue starebbe per promuovere nuove misure per contrastare un commercio che, per l’elevato volume di merce venduta e spedita ogni giorno, ne rendono difficile il monitoraggio da parte delle autorità doganali, con conseguenze dirette sulla sicurezza dei prodotti. Tra le misure dello studio, infatti, figurano una nuova tassa sui ricavi delle piattaforme e l’istituzione di una commissione di gestione amministrativa dei prodotti.
Nel 2023 Bruxelles aveva infatti già rilevato un incremento delle importazioni di merci pericolose, come giocattoli tossici che avendo spesso un valore inferiore ai 150 euro, arrivano ai consumatori europei senza passare da alcun controllo doganale. Il commissario europeo per il commercio, Maroš Šefčovič, ha stimato che nel 2024 sarebbero stati trasportati nell’Unione circa 4 miliardi di pacchi di valore inferiore a questa soglia, quasi il triplo rispetto al 2022, che, come detto, non saranno stati sottoposti ad alcun controllo. Nel 2024, riporta il Ft, il numero di prodotti pericolosi segnalati dagli Stati membri dell’UE è aumentato di oltre il 50%, superando i 3.400 nel 2023 rispetto all’anno precedente. Tra gli articoli con maggiori problemi di sicurezza figurano cosmetici, giocattoli, apparecchi elettrici e abbigliamento.
Come riportato dal Financial Times, Christel Delberghe, direttore generale di EuroCommerce, ha affermato: “Vogliamo un campo di azione a livello dell’Ue nel commercio al dettaglio online per tutti i venditori che mirano ai consumatori con sede nell’UEe indipendentemente da dove siano stabiliti. La legislazione esistente è sufficiente, ma è necessaria una strategia di applicazione transfrontaliera che sia più efficace”.
Intanto Shein, tra le piattaforme coinvolte, avrebbe rimandato l’Ipo prevista per gli inizi del 2025. A frenare l’ascesa in borsa di Shein è l’Independent Anti-Slavery Commissioner britannico, un organo di monitoraggio del Ministero degli Interni, che starebbe valutando le accuse di Stop Uyghur Genocide (SUG), lanciate in un dossier ad agosto, sostenendo che Shein utilizza cotone proveniente dalla regione cinese dello Xinjiang. Gli Stati Uniti e le ONG accusano da tempo la Cina di violazioni dei diritti umani nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang.



