Intelligenza artificiale a servizio delle aziende e come scommessa sulla ‘rete di domani’. Parte da questi premesse Luca Colombo, country director di Meta Italia, per spiegare, dal palco della 29esima edizione del Pambianco-PwC Fashion Summit, le sfumature, gli sviluppi e le molteplici opportunità di un mercato in continua evoluzione, che guarda – per definizione – al futuro.
Negli ultimi mesi, nei confronti dell’AI, è infatti in corso un significativo cambiamento culturale, che tocca tutti i settori, fashion incluso. E attraverso queste nuove tecnologie, il colosso statunitense punta a trasformare settori come l’advertising e a reimmaginare il modo in cui accediamo alle informazioni. A differenza del passato, quando la pubblicità si basava su criteri di affinità e targeting, oggi il focus si è spostato sugli obiettivi aziendali. “L’intelligenza artificiale non lavora più per target o audience, ma lavora per obiettivi delle aziende,” ha infatti dichiarato Colombo, spiegando come questo cambiamento implica che l’AI ora si concentra sull’ottimizzazione delle campagne per raggiungere specifici obiettivi, anziché puntare a determinati segmenti di pubblico. “Questo è un grosso cambiamento: non dobbiamo più cercare le persone, ma ottimizzare il processo in vista dell’obiettivo”, ha aggiunto, ribadendo come il nuovo approccio richieda una profonda trasformazione culturale per chi opera nel settore.
Guardando al futuro, Meta, che è tra i player che più investe nell’AI, con una spesa che si stima toccherà i 40 miliardi di dollari nel 2025 (circa 38 miliardi di euro al cambio attuale), pensando sempre in ottica Metaverso, continua a sviluppare i wearable devices – proprio come dimostrato di recente anche dall’investimento, definito “simbolico” dal founder e CEO Mark Zuckerberg, in EssilorLuxottica. “Noi abbiamo annunciato, cambiando anche nome nel 2021, che il Metaverso sarà la prossima versione di Internet con meno presenza di cellulare. E quello che compenserà il cellulare come strumento di accesso ad Internet saranno gli oggetti indossabili. Oggi sono gli occhiali l’elemento più evidente, e con EssilorLuxottica stiamo andando in questa direzione, costruendo un’offerta sempre più ricca da un punto di vista di funzionalità”, commenta il manager facendo riferimento alla sinergia tra le due aziende, avviata nel 2019, e grazie a cui sono state già sviluppate due categorie di prodotti smart glasses a marchio Ray-Ban.
“Abbiamo anche mostrato quello che la nostra ricerca e sviluppo sta portando avanti da dieci anni a questa parte, con degli occhiali che sono anche attivi sulle lenti e quindi restituiscono quello che oggi vediamo magari da uno schermo di un cellulare. Gli oggetti indossabili – conclude Colombo -sono l’elemento che permetterà di avere quell’informazione non più attraverso un oggetto da quattro pollici e mezzo, ma direttamente sui nostri occhi, avendo quindi un accesso all’informazione molto più semplice e su larga scala”.


