I centri e parchi commerciali di fascia media e premium si dimostrano un mercato dinamico e in evoluzione, ma sarà fondamentale la capacità di evolvere per una spinta maggiore. Secondo il 12° Osservatorio Retail Real Estate realizzato da Reno Your Retail Partner in esclusiva per Confimprese, i parchi commerciali (spazi extraurbani all’aperto che raggruppano vari punti di vendita) e travel (stazioni e aeroporti) sono in fase di sviluppo e nel periodo 2019-2024 hanno messo a segno un incremento di oltre il 10 per cento. I centri commerciali tradizionali hanno registrato una timida crescita dell’1% nello stesso periodo ma con una vacancy rate in netto calo; in lieve flessione, invece, sul quinquennio i factory outlet center (-0,6%) che, tuttavia, si sarebbero dimostrati trainanti nei consumi retail della moda nel mese di settembre 2024 (+3,1%).
Nel dettaglio, il comparto moda – preso un campione esemplificativo sul territorio italiano di 71 catene analizzate per un totale di 15.800 punti vendita – rappresenta oggi 6.280 unità, vale a dire il 40% del totale e dunque la quota maggiore rispetto a tutte le altre categorie presenti nonché il segmento trainante sia in termini di grandezza degli spazi sia di introiti. Il turnover medio dell’anno nel settore fashion è 10% cagr, con marchi che mettono a segno performance migliori (tra i quali figurano anche Mango e Tezenis) e brand che prendono coscienza di avere maggiori potenzialità sui canali online.
Tuttavia, la crescita procede pacatamente e per auspicare un sviluppo futuro prospero, la moda necessita di una spiccata capacità di trasformazione e innovazione.
Gian Enrico Buso, managing partner di Reno Your Retail Partners, ha così commentato di dati: “Nel complesso, il settore moda resta il core business degli spazi commerciali sia centri, che parchi, che storici, ma serve innovazione per crescere e per far fronte alla presenza sempre più capillare di nuove categorie merceologiche, che lasciano pochi spazi vuoti all’interno dei mall. Anche il tema dello spostamento giorni-orari potrebbe essere controproducente: abbiamo evidenziato che ora le affluenze maggiori si registrano nei giorni feriali e soprattutto al mattino, che non rappresentano storicamente i momenti in cui il consumatore si dedica allo shopping di abbigliamento e accessori. Per questa categoria, dunque, sarà fondamentale saper anticipare e soddisfare le esigenze dei consumatori”.
L’analisi dei flussi commerciali dei visitatori condotta su un campione di 160 centri commerciali con l’ausilio dei dati di geodata intelligence PlaceSense, infatti, evidenzia una crescita del 4,8% rispetto allo scorso anno per un cumulato del +20,5% rispetto al 2021. Nei mall l’evoluzione dei pattern di visita conferma e rafforza i trend emersi l’anno scorso: cresce il traffico nei giorni feriali e si riduce leggermente nel weekend, crescono le fasce mattutine a discapito di quelle serali.
Mario Resca, presidente di Confimprese, ha posto l’accento anche su un altro elemento da considerare: “l’atteggiamento prudente dei consumatori in relazione al ridotto potere di spesa e all’instabilità geopolitica”, per cui sarà necessario che “i centri commerciali si propongano in modo innovativo. Da considerare, comunque, che la crescita di questo mercato può indicare ai retailer la via da seguire nello sviluppo delle reti distributive”. Da notare infatti, che negli ultimi tre anni il 27% dei negozi è mutato in vari sensi: nuove aperture, chiusure strategiche e rilocazioni.
Alla luce dello stato di salute di questo mercato dopo un biennio successivo al Covid che aveva destabilizzato non poco, sono stati già avviati molti progetti tra nuove aperture, ampliamenti e riqualificazioni, con una previsione di 15 nuovi centri in programma entro il 2027.



