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L’euro ‘pesa’ sul Q3 di Puma. Ricavi flat a quota 2,31 mld (-0,01%)

Di Davide Fogato
06 Nov 2024
L’euro ‘pesa’ sul Q3 di Puma. Ricavi flat a quota 2,31 mld (-0,01%)

Il nuovo brand ambassador di Puma Charles Leclerc

Terzo trimestre flat e con ricavi ‘non in linea’ con quelli dei suoi competitor per Puma, le cui vendite al netto della valuta sono aumentate del 5% a cambi costanti a 2,31 miliardi di euro, ma su cui hanno parallelamente pesato in negativo gli effetti valutari, con un calo dello 0,01 per cento. “Le valute hanno continuato a rappresentare un vento contrario, con un impatto negativo sulle vendite in euro di circa 100 milioni”, spiega infatti nel report finanziario il player tedesco, che, secondo le stime di Lseg, avrebbe dovuto raggiungere un turnover di 2,36 miliardi. In leggero miglioramento è invece l’ebit, che segna +0,3% a quota 237 milioni. Complessivamente, invece, Puma ha registrato nei primi nove mesi dell’anno un balzo a cambi costanti del 2,6% a quota 6,5 miliardi, mentre in termini di euro i conti riportano un calo dell’1,8 per cento.

Ad incidere positivamente sui conti, a livello di regioni, è stata però nel Q3 la crescita a doppia cifra (+11,4% con vendite pari a 872,2 milioni) delle Americhe, che già nel secondo trimestre registravano un +9% e con gli Stati Uniti che ora “sono tornati a crescere”. Seguono poi le performance dell’area Asia/Pacifico (+3%), mostrando un miglioramento nonostante la domanda più debole dei consumatori cinesi, e l’area Emea (+0,8%), in ripresa rispetto al calo di oltre quattro punti percentuali della prima metà dell’anno.

Guardando i canali di vendita, a tronare a crescere nella trimestrale del colosso dello sportswear è anche il wholesale con una progressione del 1,5% (nel Q2 il calo superava i tre punti percentuali). “La nostra attività direct-to-consumer (dtc) è cresciuta, in linea con la forte traiettoria dell’anno precedente, del 17,0% a 580 milioni di euro, riflettendo il continuo slancio del marchio – specifica l’azienda nel report -. Le vendite nei negozi di proprietà e in gestione sono aumentate del 12,8% e l’e-commerce del 26,4 per cento”. Ciò ha comportato un aumento della quota dtc del 25,1% (in confronto al 22,7% registrato nel terzo trimestre del 2023).

Ac Milan Away kit x Puma, Ph: puma.com

Rispetto alle aree merceologiche, a guidare sono le vendite delle calzature, aumentate del 9,3% grazie alla crescita del settore Performance, spinto da Calcio e Running, e dello Sportstyle, sostenuto dalle linee Core e Kids. Le vendite degli accessori sono salite del 2,9% (ca) a 304,2 milioni di euro, mentre quelle dell’abbigliamento sono diminuite dello 0,7 per cento.

Contemplando la sofferenza dovuta al cambio valutario, l’azienda, che intanto ha confermato le previsioni per l’intero anno, con una crescita delle vendite a cifra singola e un ebit compreso tra 620 e 670 milioni, si trova al momento un passo indietro rispetto alle performance di big come Nike e Adidas, con quest’ultimo che ha visto un incremento delle vendite in euro del 7% (+10% a cambi correnti) nel terzo trimestre.

“Sono soddisfatto dei progressi compiuti nel nostro percorso di elevazione del marchio e stiamo costruendo le basi per una crescita accelerata e sostenibile. Sappiamo che ci vuole tempo, ma abbiamo fatto passi da gigante nel migliorare l’equità e la desiderabilità del nostro marchio, nel potenziare il nostro business delle prestazioni e nell’aumentare la rilevanza per i consumatori nel mercato Sportstyle Prime – ha commentato il CEO di Puma Arne Freundt -. Grazie all’accelerazione della crescita delle vendite nel terzo trimestre, a un ebit in linea con le aspettative e a un solido portafoglio ordini per il quarto trimestre, siamo sulla buona strada per soddisfare le nostre previsioni per l’intero anno 2024″.

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