Mulberry ha respinto la seconda offerta di acquisizione da parte di Frasers Group di Mike Ashley, che possiede già il 37% del marchio di abbigliamento e pelletteria britannico. Dopo una prima offerta lanciata a inizio ottobre di 83 milioni di sterline o 130 penny per azione (pari rispettivamente a 99 milioni di euro e 0,012 centesimi) e prontamente rifiutata dall’azionista di maggioranza Challice – un gruppo controllato dall’imprenditrice singaporiana Christina Ong e da suo marito Ong Beng Seng – Frasers ha avanzato ieri una nuova offerta al gruppo.
La nuova offerta di Frasers, che possiede Sports Direct, i grandi magazzini House of Fraser, Evans Cycles e la catena di abbigliamento streetwear di lusso Flannels, ammonta questa volta a 111 milioni di sterline e 150 pence per azione. Challice, tuttavia, ha nuovamente declinato l’offerta e – secondo quanto riportato da The Guardian – ha invitato Frasers ad abbandonare il progetto di acquisizione, affermando che esso giunge in un “momento inopportuno” per il marchio in difficoltà e di non avere “alcun interesse” a vendere le proprie azioni. Challice si rammarica, in particolare, per la distrazione che queste offerte stanno portando all’azienda e al suo team di gestione in questo momento, già abbastanza impegnato con la nuova direzione di Andrea Baldo a risollevare le sorti del marchio.
Il mese scorso, infatti, il consiglio di amministrazione di Mulberry ha dichiarato di ritenere che la recente nomina di Andrea Baldo ad amministratore delegato, insieme al collocamento d’emergenza di azioni per 10,75 milioni di sterline, “fornisca all’azienda una solida piattaforma per attuare una svolta”. Dalla sua, Frasers invece ha ritenuto che Mulberry avesse bisogno di raccogliere liquidità dopo essere precipitata in una perdita di 34 milioni di sterline al lordo delle imposte nell’anno fino alla fine di marzo, in seguito a un calo delle vendite. Il gruppo, dopo aver perso 150 milioni di sterline con il fallimento della catena di grandi magazzini Debenhams di cui era azionista di minoranza al 10%, ha dichiarato di aver fatto l’offerta per Mulberry perché “non vuole accettare un’altra situazione Debenhams in cui un’azienda perfettamente redditizia viene messa in amministrazione controllata”.
Mulberry ha certamente faticato ultimi tempi a competere con marchi internazionali più grandi, soprattutto dopo lo stop allo shopping tax free per i turisti nel Regno Unito, avvenuto dopo la Brexit; ciononostante l’arrivo di Baldo, che in precedenza ha diretto il marchio di moda Ganni ed è stato coinvolto nel turnaround del marchio italiano di streetwear Diesel, dovrebbe portare a una risalita del marchio.



