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H&M sotto le attese nel secondo trimestre. L’utile operativo affossa il titolo in Borsa

Di Redazione
27 Giu 2024
H&M sotto le attese nel secondo trimestre. L’utile operativo affossa il titolo in Borsa

PH: about.hm.com

Anche H&M rallenta la sua corsa nella prima parte dell’anno. A deludere le attese è stato, in particolare, l’utile operativo totalizzato nel secondo trimestre del fiscal year, terminato il 31 maggio, che si è attestato a 7,1 miliardi di corone svedesi (circa 630 milioni di euro), contro i 4,74 miliardi dell’anno precedente ma al di sotto del consensum da 7,37 miliardi, riporta Reuters, a differenza di quanto accaduto nel primo quarter. Preoccupano, inoltre, le vendite per il mese di giugno, che il gigante di Stoccolma ha dichiarato di aspettarsi in calo del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, penalizzate anche dall’instabilità meteorologica.

Il CEO Daniel Ervér ha affermato che il gruppo conta ancora di poter raggiungere l’obiettivo di un margine operativo pari al 10% per questo 2024, ma che perseguirlo è diventato più complesso, nonostante il gruppo abbia conseguito “i migliori risultati degli ultimi anni nel secondo trimestre, dimostrando ancora una volta la forza e la solida posizione finanziaria del gruppo H&M, con un forte flusso di cassa e un miglioramento della redditività e delle vendite”. Per tutta riposta, il titolo di H&M è arrivato a perdere in Borsa 14 punti percentuali all’apertura dei mercati, e non accenna ancora a risalire.

“I fattori esterni che influenzano i nostri costi di acquisto e i ricavi delle vendite, tra cui i materiali e la valuta estera, avranno un impatto più negativo del previsto nella seconda metà dell’anno”, ha spiegato Ervér. Aggiungendo: “Il prerequisito più importante per raggiungere il nostro obiettivo è che la crescita delle vendite si rafforzi ulteriormente nella seconda metà dell’anno rispetto all’aumento del secondo trimestre”, ha aggiunto.

I ricavi di H&M sono ammontati a 59,6 miliardi di corone svedesi nel secondo quarter, con una crescita ‘flat’ del 3%, mentre l’utile netto è balzato in avanti del 52% a 4,9 miliardi di corone svedesi, pari a 3,11 corone per azione. Complessivamente, nel primo semestre il fatturato del gruppo è stato pari a 113,2 miliardi di corone, in crescita dell’1% su base annua. L’utile operativo è salito a quota 9,15 miliardi contro i precedenti 5,466 milioni, con margine all’8,1% (dal 4,9%), mentre l’utile netto ha corso a 6,19 miliardi, dai precedenti 3,8.

La performance azionaria di H&M sembra ricalcare quanto avvenuto all’inizio dello scorso, caratterizzato da un utile operativo deludente e le conseguenti reazioni della Borsa, e si colloca in una fase di ‘ripensamento aziendale’ del gruppo, che ha recentemente assistito all’uscita della CEO Helena Helmersson, a cui è poi subentrato Ervér con la responsabilità di imprimere al numero due del fast fashion mondiale un atteso cambio di passo, spinto dal confronto spesso favorevole con le marginalità più solida della competitor Inditex e l’espansione inarrestabile dei colossi asiatici dell’ultra fast fashion, Shein innanzitutto e ora anche Temu.

La stessa rivale Inditex, però, ha ‘accusato’ un primo trimestre sottotono, in crescita ma meno prorompente delle attese, con una crescita limitata al 7,1%, sebbene a fronte di utili in linea con il consensus e definiti dall’azienda “molto soddisfacenti”. In generale, l’avvio del 2024 sembra far pensare che la normalizzazione profetizzata, e ormai concretizzatasi, per il lusso stia almeno in parte interessando anche il mondo del fast fashion, anch’esso verso un allontanamento dai fasti del post-Covid.

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