“La collezione Liu Jo Uomo primavera/estate 2025 ha un percorso di continuità legato ad alcune classi merceologiche che ci contraddistinguono”, con queste parole Marco Marchi, amministratore unico del Gruppo Liu Jo, ha introdotto a PambiancoTV la collezione svelata durante Pitti Uomo 106.
“Liu Jo è per tutti un punto di riferimento nel bottom e lo è anche nell’uomo, c’è stato un focus estremamente attento nel denimwear senza dimenticare una gestione legata ad alcuni prodotti come le gabardine e i cotoni con effetto twist. Non va dimenticato, per un distretto come quello di Carpi, una forte presenza della maglieria, elemento fondamentale, strategico in un momento in cui le stagioni sono difficilmente leggibili. La maglieria è chiaramente un prodotto cross, che aiuta e serve a dare un significato al brand stesso. Il total look è fedele all’uomo contemporaneo, con rapporto-qualità prezzo giusto, anonimo di grande attenzione al consumatore”. ha spiegato il manager.
Il 2023 è stato caratterizzato da “luci e ombre” ma ciò nonostante Liu Jo Uomo ha chiuso il turnover con 60 milioni di fatturato: “Un valore significativo se pensa che il brand Liu Jo è nato 30 anni fa ma per almeno 26 anni ha parlato solo al femminile. L’acquisizione da parte di Liu Jo Spa di Co.ca.ma. (licenziatario campano del menswear, ndr) è un chiaro messaggio di fiducia verso un segmento che pensiamo possa aumentare in modo significativo”.
La label conta 35 store monomarca ed è presente in quasi 450 punti vendita: “L’acquisizione porterà a una progettualità di ampliamento in termini di perimetro, di numero di wholesaler e, a partire dallo dello store di Milano in corso Vittorio Emanuele II, imprimerà un percorso di aperture retail che dovrà nei prossimi tre anni arrivare almeno a 70 punti vendita”, ha affermato Marchi.
Secondo il manager l’e-commerce sta diventando un elemento fondamentale: “Il post-Covid ha determinato un cambio di modalità d’acquisto da parte degli utenti che ha nel servizio del prodotto a domicilio un elemento che tende ad aumentare in modo significativo. Ancora più importante è l’omnicanalità, il negozio fisico che dialoga con l’e-commerce, è un binomio sinergico che sta segnando sviluppi ed elementi di studio interessanti”, ha concluso l’amministratore.


