Non sono passerelle, ma poco hanno da invidiare alle pedane del fashion system. Le cosiddette ‘walk’ degli atleti professionisti, nel tragitto che solitamente li vede camminare spediti nei propri spogliatoi in vista della preparazione, sono diventante a tutti gli effetti dei fashion moment degni di front row. Giocatori dell’Nba e di football americano, calciatori, piloti di Formula 1 e, da poco, anche tennisti, non si stanno risparmiando nell’indossare al loro arrivo in campo (o nel paddock) capi e accessori dei loro luxury brand preferiti, spesso anche sfacciatamente griffati, intenti a farsi fotografare.
Puro marketing, in molti casi, legato a dei contratti di sponsorizzazione (il caso Gucci–Sinner e l’ultimo più noto, ndr), che permettono ai brand di strizzare l’occhio a un audience sempre più variegata, ma talvolta anche una vera e propria passione per il mondo della moda e del lusso, che porta lo sportivo in questione ad essere riconosciuto non solo per l’indubbio talento mostrato sul campo di gioco o al volante ma anche per un’immagine sempre più curata – con in molti casi interi team di stylist al lavoro. Si potrebbero citare in questo caso la stella dei Kansas City Chiefs Travis Kelce, il difensore del Liverpool Trent Alexander Arnold, spesso presente durante le fashion week europee, Caitlin Clark, la cestista statunitense balzata alla cronaca per essere stata la prima giocatrice di basket vestita da Prada, ed ovviamente il sette volte campione del mondo di F1 Lewis Hamilton, ospite persino all’ultimo Met Gala in total look Burberry.

Ed è così che, nel breve lasso di tempo che intercorre nelle loro camminate dei ‘tunnel’, i look degli atleti più noti del panorama sportivo finiscono sulle pagine dei magazine di moda come fossero delle adv e, molto più velocemente, sui social network come Instagram e Tik-Tok, ai cui utenti talvolta poco importa del risultato della partita, quanto più di scoprire la collabo più in hype del momento. Basti pensare a quando LeBron James, recentemente persino protagonista di una campagna Louis Vuitton (marchio che ha scelto di indossare anche in occasione della partita di apertura della stagione), fosse ‘rimbalzato’ ovunque sui media per aver sfoggiato un total look Nike x Tiffany (sebbene al tempo erano uscite in commercio solo le calzature).
L’immagine degli sportivi ‘alla moda’ non è certamente un fenomeno nuovo: fu tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio che il beniamino del calcio inglese David Beckham, grazie all’aiuto della consorte Victoria, sradicò gli stereotipi legati alla figura del calciatore e alla propria presunta mascolinità indossando i look più disparti – proprio come mostrato nel documentario Netflix ‘Beckham’.

Recentemente però l’asticella si è spostata: lo sportivo è diventato a tutti gli effetti una celebrity e quello che indossa diventa anche aspirazionale per i giovanissimi fan. Un meccanismo che, in ultima battuta, ha portato gli atleti a rivedere il valore della loro immagine anche fuori dal terreno di gioco, lanciando di conseguenza dei progetti fashion che, seppur con price point chiaramente più bassi rispetto ai capi dei grandi brand che indossano o di cui sono ambassador, diventano una chiara estensione della loro identità ‘non solo sportiva’.



