Marco Gobbetti torna in Italia. Stamattina due comunicati stampa provenienti da Londra e Firenze hanno annunciato il nuovo percorso professionale del manager che, dopo quasi 5 anni, lascia la poltrona di CEO di Burberry per prendere il timone di Salvatore Ferragamo. La società omonima a capo del gruppo fiorentino e Ferragamo Finanziaria, azionista di controllo della Salvatore Ferragamo spa, hanno comunicato che è stato raggiunto un accordo con Gobbetti per il suo ingresso in qualità di direttore generale e amministratore delegato.
Dal brand britannico fanno sapere che il manager lascerà l’azienda alla fine del 2021 cogliendo l’occasione di tornare in Italia ed essere più vicino ai propri familiari. Burberry inizia ora la ricerca per un nuovo CEO. “Marco Gobbetti assumerà l’incarico non appena libero dai suoi obblighi contrattuali. Un consiglio di amministrazione straordinario della Salvatore Ferragamo è previsto per giovedì 1 luglio 2021 per gli adempimenti necessari”, dichiara la storica azienda fiorentina.
La notizia dell’uscita di Gobbetti ha impattato sul titolo della maison britannica, che nella mattinata è arrivata a perdere finoa quasi 10 punti percentuali, segnando il calo giornaliero più marcato dagli inizi della crisi legata alla pandemia Covid.
Le azioni di Ferragamo non hanno segnato variazioni significative.
Già amministratore delegato di Moschino, Gobbetti ha speso 13 anni nel gruppo Lvmh dove ha ricoperto il ruolo di CEO di Givenchy e di Celine, prima di ricoprire l’attuale incarico nella società britannica quotata al London Stock Exchange. È stato il manager, nel 2018, a supervisionare il cambio di rotta stilistico di Burberry con l’ingresso di Riccardo Tisci, con cui aveva lavorato insieme da Givenchy, dopo 17 anni di direzione creativa firmata Christopher Bailey. Attualmente invece l’azienda fiorentina ha scelto di affidare la creatività e lo stile della collezioni al team di designer interno, dopo il recente addio dell’ultimo stilista Paul Andrew.
Il gruppo Salvatore Ferragamo ha chiuso lo scorso 31 marzo il primo trimestre dell’esercizio con ricavi consolidati pari a 245 milioni di euro, riportando un aumento del 10,3% a tassi di cambio correnti (+13% a cambi costanti) rispetto ai 222 milioni di euro registrati nel medesimo periodo del 2020. L’ebitda è passato dai 12 milioni di euro dei primi tre mesi dell’anno precedente a 48 milioni di euro. Nel periodo, la società ha realizzato una perdita netta pari a 0,6 milioni di euro (rispetto ai -41 milioni di euro del Q1 2020).
Oltremanica, invece, l’accelerazione nell’ultimo trimestre dell’esercizio fiscale (dati al 27 marzo scorso) ha sostenuto la performance di Burberry che ha annunciato un calo del 10% delle vendite per 2,34 miliardi di sterline (circa 2,7 miliardi di euro) nei dodici mesi, a causa della chiusura dei punti vendita e di un calo del turismo. L’utile operativo adjusted della maison si è attestato a 396 milioni di sterline, sopra le attese degli analisti di 378 milioni, ma in flessione dell’8% rispetto ai 433 milioni dell’esercizio 2019-20. Nel solo quarto trimestre la fashion house britannica ha registrato vendite a perimetro costante in aumento del 32% anno su anno (calo del 5%, invece, rispetto all’analogo periodo del 2019), nonostante in media il 16% dei negozi sia rimasto chiuso. Burberry ha fatto sapere che le vendite a prezzo pieno sono cresciute del 63% nel Q4, guidate da Cina continentale, Corea e Stati Uniti.



