L’accelerazione nell’ultimo trimestre dell’esercizio fiscale (dati al 27 marzo scorso) sostiene la performance di Burberry, che ha annunciato un calo del 10% delle vendite per 2,34 miliardi di sterline (circa 2,7 miliardi di euro) nei dodici mesi, a causa della chiusura dei punti vendita e di un calo del turismo. L’utile operativo adjusted della maison guidata da Marco Gobbetti si è attestato a 396 milioni di sterline, sopra le attese degli analisti di 378 milioni, ma in flessione dell’8% rispetto ai 433 milioni dell’esercizio 2019-20.
Nel solo quarto trimestre la fashion house britannica ha registrato vendite a perimetro costante in aumento del 32% anno su anno (calo del 5%, invece, rispetto all’analogo periodo del 2019), nonostante in media il 16% dei negozi sia rimasto chiuso. Burberry ha fatto sapere che le vendite a prezzo pieno sono cresciute del 63% nel Q4, guidate da Cina continentale, Corea e Stati Uniti.
Il dividendo sull’esercizio è stato ripristinato ai livelli del 2019 di 42,5 pence, rispetto agli 11,3 dello scorso anno.
Guardando al fiscal year 2022, Burberry ha dichiarato di aspettarsi una crescita dei ricavi “high single digit”, sostenuta dalla continua sovraperformance delle vendite a prezzo pieno. L’outlook prudente ha, con ogni probabilità, deluso gli analisti: in mattinata le azioni di Burberry, che punta a diventare carbon neutral entro il 2022, perdevano oltre 8 punti percentuali alla Borsa di Londra.
“Nonostante il Covid-19 abbiamo raggiunto i nostri obiettivi per il periodo e ottenuto una serie di risultati solidi per il fiscal year 2021, terminando l’anno con una buona crescita delle vendite full-price”, ha spiegato il CEO Marco Gobbetti, evidenziando come negli ultimi tre anni il management abbia costruito una nuova Burberry e che ora sia nella giusta posizione per crescere.



