Dopo aver chiuso il primo trimestre dell’anno con vendite pari a 2,17 miliardi di euro, in aumento del 20,2% a tassi correnti, Gucci guarda al futuro e lo fa attraverso la vision di Marco Bizzarri, dal 2014 presidente e CEO della maison, che lo scorso febbraio ha smentito con forza le voci che lo volevano in Ferrari in qualità di amministratore delegato.
Grazie all’appeal delle sue collezioni, delle collaborazioni di successo e delle molteplici iniziative rivolte alla clientela locale, la griffe del gruppo Kering ha registrato nei primi tre mesi del 2021 una progressione del 33,6% nelle vendite comparabili attraverso le boutique dirette. In particolare, l’area dell’Asia-Pacifico ha messo a segno un + 78%, seguita dal Nord America con + 51 per cento. Il wholesale, invece, è sceso del 26,1% su base comparabile, in linea con la strategia di Gucci di rendere sempre più esclusiva la sua rete di distribuzione.
Intervistato da Wwd, il top executive è tornato infatti a parlare della politica commerciale adottata, che prevede una razionalizzazione del commercio wholesale. Il processo, iniziato nel marzo 2020, sarà completato entro la fine dell’anno, sebbene non sia stata resa nota la portata delle chiusure. “Questo è stato un impatto a breve termine e la nostra scelta sarà compensata da altre aperture”, ha sottolineato Bizzarri. “Abbiamo cambiato i nostri rapporti con gli e-tailer trasformandoli in concessioni. Lo stesso vale per il travel retail, abbiamo ridotto il numero di punti vendita e ridotto il numero di door da Neiman Marcus, Saks, Bloomingdale’s e Nordstrom“, ha aggiunto.
La maison del lusso possiede più di 483 negozi gestiti direttamente e, secondo quanto riportato dal quotidiano Usa, sta progettando nuove boutique e ristrutturazioni, dopo i recenti opening in Canada, a Edmonton, e in Florida, presso i Bal Harbour Shops.
Nella lunga intervista, Bizzarri ha fatto anche luce sulla strategia di distribuzione dei capi realizzati in collaborazione con Balenciaga, che saranno venduti solo nei negozi Gucci o all’interno di pop-up del brand, a partire da novembre. “Alessandro (Michele, ndr) ha voluto sottolineare il significato di appropriazione, che ha senso nella moda. È stato straordinario farlo con un marchio come Balenciaga”, ha concluso il CEO, che si è soffermato anche sull’inaugurazione a Firenze dei nuovi archivi di Gucci nel Palazzo di via delle Caldaie, in concomitanza con l’edizione di Pitti Uomo a fine giugno.



