L’accelerazione di Nike nel digitale porterà a una riduzione dell’organico. La notizia, che si rincorre sulla stampa internazionale, arriva a pochi giorni dalla pubblicazione dei conti dei 12 mesi del colosso dello sportswear. Secondo quanto riferito da Reuters, Nike ha annunciato l’intenzione di eliminare dei posti di lavoro, al momento non quantificati, e di concentrare i propri sforzi sulla vendita diretta, attraverso i suoi canali fisici e digitali. Il CEO del gigante dello swoosh, John Donahoe, punta a far crescere l’incidenza dell’e-commerce dal 30% (dato dell’ultimo quarter) al 50% del fatturato nei prossimi mesi. “La nostra visione è quella di creare un marketplace digitale chiaro e connesso. Quindi, stiamo accelerando il nostro approccio “, ha spiegato Donahoe alle agenzie di stampa.
Le ambizioni di crescita digitale di Nike erano già chiare al momento del passaggio di consegne, tra il nuovo CEO, veterano del mondo tech, e Mark Parker, oggi presidente esecutivo di Nike. Donahoe è stato infatti amministratore delegato di ServiceNow, società americana di cloud computing con sede a Santa Clara, in California. Tra le sue collaborazioni si contano, inoltre, quelle con PayPal Holdings e con eBay.
Ad oggi, l’azienda non ha precisato quanti posti di lavoro verranno soppressi, né quali ruoli saranno colpiti nello specifico. “Stiamo spostando le risorse e stiamo potenziando la capacità di reinvestire nelle aree a più alto potenziale. Prevediamo che questo riallineamento comporterà probabilmente una perdita netta di posti di lavoro”, ha affermato Nike.
Nel suo Q4 (dati al 31 maggio 2020) Nike ha registrato un rosso di 790 milioni di dollari (circa 703 milioni di euro), che si confronta con l’utile di 989 milioni del corrispondente periodo di un anno fa. Nei tre mesi le vendite sono scivolate del 38% a 6,3 miliardi di dollari, al di sotto dei 7,38 miliardi stimati dal consensus Bloomberg. Nei 12 mesi, i profitti del player di Beaverton sono scesi da 4,02 a 2,53 miliardi di dollari, a fronte di ricavi in flessione del 4% a 37,4 miliardi. Cresce del 31% il dato sulle giacenze, che tocca i 7,4 miliardi di dollari.



