mercoledì, 22 Luglio 2026
  • ABOUT
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE & FOOD
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • SPORT
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
 Newsletter
Pambianconews notizie e aggiornamenti  moda, lusso e made in Italy
  • HOME
  • NEWS
    • Mondo
    • Finanza & Bilanci
    • Italia
    • Giro Poltrone
    • M&A
    • Licenze
    • Opening
    • Comunicazione
    • Digital & Tech
    • Sostenibilità
    • News in breve
    • Prodotti
    • Lifestyle
  • SUMMIT
    • Fashion
    • Beauty
    • Design
    • Wine&Food
    • Hotellerie
    • Real Estate
  • FOCUS
    • Approfondimenti
    • PWC
  • SITA RICERCA
  • EDITORIALI
  • VIDEO
  • MAGAZINE
  • HUB
  • HOME
  • NEWS
    • Mondo
    • Finanza & Bilanci
    • Italia
    • Giro Poltrone
    • M&A
    • Licenze
    • Opening
    • Comunicazione
    • Digital & Tech
    • Sostenibilità
    • News in breve
    • Prodotti
    • Lifestyle
  • SUMMIT
    • Fashion
    • Beauty
    • Design
    • Wine&Food
    • Hotellerie
    • Real Estate
  • FOCUS
    • Approfondimenti
    • PWC
  • SITA RICERCA
  • EDITORIALI
  • VIDEO
  • MAGAZINE
  • HUB
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
Pambianconews notizie e aggiornamenti  moda, lusso e made in Italy
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati

Londra ci ripensa: niente ‘penny’ sugli sprechi

Di Giulia Sciola
19 Giu 2019
Londra boccia i brand insostenibili

Il palazzo di Westminster a Londra

La frenata all’inchiesta parlamentare sulla sostenibilità dell’industria inglese della moda arriva, a sorpresa, dal Governo britannico. Quest’ultimo infatti non inasprirà, al momento, regolamentazioni e sanzioni previste per quanti non rispettino gli standard più elevati in termini di riduzione dell’impatto ambientale e fatichino ad attuare politiche salariali migliori. Non entrerà quindi in vigore, per ora, l’annunciata tassa sugli sprechi (negli scorsi mesi la stampa inglese aveva parlato di 1 penny in più per ogni capo prodotto, ndr).

Per contro, nella sua risposta, il governo si è detto già al lavoro da tempo su leggi che favoriscono una migliore gestione della supply chain, così come sull’innalzamento del salario minimo dei lavoratori. Al vaglio, ci sono anche “misure politiche” per definire le responsabilità dei produttori nei confronti dei consumatori e per una migliore etichettatura dei prodotti. Quello che non aumenterà, in una fase delicata per l’economia inglese, è la pressione fiscale cui le aziende sono sottoposte.

“L’approccio più soft del governo – spiega Business of Fashion – arriva quando parte del settore della moda nel Regno Unito affronta sfide molto intense dal punto di vista finanziario. Le high streets stanno infatti lottando per competere con i colossi dell’online, con gruppi come Arcadia, la controllante di Topshop, che lottano per evitare la bancarotta”.

“I ministri del Governo hanno fallito nel riconoscere la necessità e l’urgenza di cambiare i modelli di business nell’industria della moda che produce abbigliamento a basso costo distruggendo l’ambiente”, ha commentato Mary Creagh, numero uno dell’Environmental Audit Committee (Eac).

InviaCondividiInvia
Currently Playing

Ruffinoni (Poli.Design): “Formazione sempre più integrata nel mondo del lavoro”

Ruffinoni (Poli.Design): “Formazione sempre più integrata nel mondo del lavoro”

Ruffinoni (Poli.Design): “Formazione sempre più integrata nel mondo del lavoro”

Design
Jori (Berkel): “Scommettiamo sulla customizzazione per spingere sul Middle East”

Jori (Berkel): “Scommettiamo sulla customizzazione per spingere sul Middle East”

Design
Gortani (BIP): “L’AI è acceleratore di valore lungo tutta la filiera”

Gortani (BIP): “L’AI è acceleratore di valore lungo tutta la filiera”

Design
  • FASHION
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • A TU PER TU
Credits

© Pambianco srl - P.IVA 05861630159

Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
  • ABOUT
  • HOME
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE
  • HOTELLERIE
NEWSLETTER

© Pambianco srl - P.IVA 05861630159