Marc Jacobs è nel mirino del grunge. Il marchio americano di proprietà del gruppo Lvmh è stato citato in giudizio dalla storica band Nirvana. A scatenare l’ira del gruppo sono stati alcuni capi appartenenti alla capsule Redux Grunge Collection 1993/2018. La mini-collezione, inserita nella resort 2019, ripropone 26 look realizzati 25 anni fa dallo stilista per il brand Perry Ellis, di cui era ai tempi direttore creativo. Marc Jacobs avrebbe stampato senza permessao su una t-shirt, una felpa e un paio di calze una versione quasi identica del logo ‘Smiley face’, creato nel 1991 da Kurt Cobain, leader del complesso.
La band capostipite del grunge ha commercializzato il proprio logo attraverso numerose licenze, e anche nel settore fashion, come dimostrano le collaborazioni con Target, H&M e Urban Oufitters. Per quanto concerne la t-shirt da 115 dollari e la felpa in vendita a 200 firmate Marc Jacobs, non c’è stato alcun accordo. Il marchio si sarebbe spinto oltre utilizzando testi e immagini tratti dal repertorio dei Nirvana per promuovere la capsule sui social network. Ciò di cui viene accusata la griffe, si legge su The Fashion Law, è “la volontà da parte di Marc Jacobs di evocare intenzionalmente i Nirvana nelle menti dei consumatori, associando l’intera Redux Grunge Collection 1993/2018 alla band”.



