La Cina continua a trainare i conti del lusso. A quanti si aspettavano un passo falso del settore, convinti che la propensione per lo shopping fosse destinata a calare nell’Ex Celeste Impero, hanno infatti risposto risultati sopra le attese per il terzo trimestre d’esercizio e performance ‘robuste’ nei primi nove mesi dell’anno. Per le prossime settimane, spiegano gli analisti, la parola chiave sarà la normalizzazione del Gigante Asiatico, dove sarà opportuno un approccio selettivo da parte delle aziende.
Lo scorso ottobre Morgan Stanley ha declassato i titoli del comparto da “neutral” a “underweight” e spiegando come le azioni dell’alto di gamma restino sopravvalutate, nonostante il rallentamento nella crescita degli utili per azione. Tra gli indicatori chiave anche la fiducia dei consumatori cinesi che, secondo l’investment bank di New York, ha ormai raggiunto il suo apice. La nota di Morgan Stanley è arrivata poco prima della conference call in cui Jean Jacques Guiony, il direttore finanziario di Lvmh, ha annunciato i dati del colosso francese del lusso. Nei primi nove mesi dell’anno il gruppo guidato da Bernard Arnault ha registrato vendite in aumento del 10% a 33,1 miliardi di euro. Nel solo terzo trimestre i ricavi sono aumentati del 10 per cento. Stati Uniti e Cina, ha fatto sapere Lvmh, sono, ad oggi, le piazze più dinamiche.
A crescere double digit è anche la rivale Kering, che nel terzo quarter ha evidenziato ricavi in progressione del 27,6% per 3,4 miliardi di euro. La performance è stata solida anche nei nove mesi d’esercizio, con i ricavi a +27,1%, poco sotto i dieci miliardi. A livello geografico l’Asia-Pacifico ha segnato un altro exploit, a +33% per il gruppo e a +42% per la sola Gucci.
Tra le italiane, contribuisce a ridurre i timori sull’andamento dei player del lusso soprattutto Moncler, che nel terzo quarter d’esercizio brinda ai primi risultati del progetto Genius. Nei primi nove mesi del 2018, i ricavi dell’azienda guidata da Remo Ruffini sono saliti del 18% a 872,7 milioni di euro, mentre nel Q3 il rialzo del fatturato è stato del 15,2% a 379,1 milioni. L’Asia e Resto del Mondo hanno guadagnato 32 punti percentuali, in accelerazione rispetto al +19% messo a segno nello stesso periodo del 2017.
L’Asia resta, infine, il primo mercato in termini di ricavi per Salvatore Ferragamo. La Cina, dove i negozi a gestione diretta segnano un +1%, potrebbe contribuite alla ripartenza della maison che, dopo due quarter in caduta, nei tre mesi al 30 settembre 2018 ha evidenziato un incremento dei ricavi del 3,9% a 298,2 milioni di euro.
“La crescita si sta normalizzando e Hong Kong sta perdendo quota”, riflette un’analisi recente di BofA Merrill Lynch, che suggerisce un approccio selettivo, “ma l’interesse cinese per il lusso europeo resta alto”. Simile la conclusione di Mediobanca Securities che dopo le trimestrali ha fatto il punto sul lusso in Cina: “Nonostante i recenti timori – scrive l’istituto di credito -, la domanda cinese sta mostrando più una normalizzazione che un rallentamento e resta il motore della crescita del settore nel medio-lungo termine”. Stando alle stime del presidente cinese Xi Jinping la ‘fame cinese’ di acquisti manterrà una portata elevata: il valore delle merci importate in nel Paese dovrebbe toccare i 26mila miliardi di euro in 15 anni.
Lo scenario completo sulle trimestrali del lusso è disponibile sul numero 12 di Pambianco Magazine.



