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Kering batte le stime (+27,6%) e accende i titoli del lusso

Di Giulia Sciola
23 Ott 2018
Diversificare non è più solo per grandi

Un paio di calzature Gucci

È ancora crescita double digit per Kering, che nel terzo trimestre ha registrato ricavi in progressione del 27,6% per 3,4 miliardi di euro, scatenando l’ottimismo della Borsa. In mattinata, il titolo della società guidata da François-Henri Pinault guadagnava quasi 8 punti percentuali sull’Euronext, con riflessi positivi anche sul lusso italiano (Moncler +2,7%; Tod’s +1%; Brunello Cucinelli +3,68%; Prada +1,5%) e sul diretto competitor Lvmh (+1 per cento).

La performance di Kering è stata trainata da Gucci, marchio ammiraglio del gruppo parigino, il cui giro d’affari sfiora il +35% a 2 miliardi di euro, seguito dal +16,5% di Yves Saint Laurent a 446,9 milioni. Segno meno, nei tre mesi, per Bottega Veneta, che perde quasi otto punti percentuali a 258,9 milioni di euro.

I dati hanno battuto le attese del consensus Bloomberg, ferme a ricavi di gruppo per 3,3 miliardi, con una crescita del 21-24,5%, del 22-30% per la sola Gucci.

A livello geografico, a spingere la performance del colosso del lusso sono stati il Nord America e l’Asia-Pacific, rispettivamente a +36,1% e a +33,3 per cento. Tra i canali di vendita, invece, si evidenzia il balzo dell’e-commerce, la cui progressione supera l’80%, contro il +27% del wholesale e il +27,6% dei negozi diretti.

Speculare l’andamento della sola maison guidata da Marco Bizzarri e affidata alla creatività di Alessandro Michele, che in Asia Pacific ha visto crescere il suo giro d’affari del 41,9%, mentre in Nord America segna un +40,7% per cento. Corre anche l’e-commerce di Gucci, in aumento di quasi il 70 per cento.

La performance di Kering si conferma solida anche nei nove mesi d’esercizio, con i ricavi che segnano un +27,1% a 9,8 miliardi di euro. “La nostra crescita, il cui ritmo non ha precedenti nel settore del lusso, è solido, ben bilanciato e sostenuto in tutte le regioni e canali di distribuzione – ha spiegato François-Henri Pinault, presidente e CEO di Kering -. Al di là degli sviluppi a breve termine, sappiamo che la crescita secolare del mercato del lusso, ma in particolare i nostri fondamentali solidi e la disciplina con cui implementiamo la nostra strategia, continueranno a supportare la nostra sovraperformance operativa e finanziaria”.

I numeri del terzo trimestre delle aziende del lusso sono al centro delle riflessioni degli analisti, secondo cui il comparto potrebbe resistere, meglio di altri, a un’eventuale fase ribassista dei mercati azionari.

Secondo Gam Investments, “il lusso è al terzo anno di ripresa e sono tante le società che finora hanno superato le aspettative nei primi tre mesi. I numeri del terzo trimestre saranno osservati con attenzione”. I recenti ribassi azionari su timori di natura geopolitica avrebbero inoltre portato le quotazioni dei luxury stocks a livelli più attraenti. Positivo il rating su Lvmh (per Mediobanca il giudizio è outperform, con un target price di 340 euro), ma anche su Moncler (promosso da hold a buy da Kepler Cheuvreux) e Brunello Cucinelli (rating buy per Jefferies).

Fuori dal coro l’analisi di Morgan Stanley, che ha abbassato la raccomandazione sul lusso da neutral a underweight. La banca d’affari di New York ha spiegato come il lusso rimanga sopravvalutato, con quotazioni che si mantengono elevate, nonostante la recente correzione e il rallentamento nella crescita degli utili per azione. La fiducia dei consumatori cinesi avrebbe inoltre raggiunto il suo apice.

 

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