Continua il momento negativo di Pandora che si lascia alle spalle un terzo trimestre con vendite like-for-like in calo del 3% a 4,98 miliardi di corone danesi (circa 667 milioni di euro) e utili in diminuzione da 1,4 miliardi a 951 milioni di corone. Il gruppo della gioielleria ha rivisto le stime di crescita dei ricavi per l’intero anno, che ora dovrebbe attestarsi tra il +2% e il +4%, contro il precedente range del +4-7%. Invariate le aspettative sul margine ebitda, che dovrebbe attestarsi al 32 per cento.
Ad incidere sarà, con ogni probabilità, il nuovo programma di significativa riduzione dei costi con cui il CFO di Pandora, Anders Boyes, spera di superare un “periodo insoddisfacente”. Attualmente l’azienda danese è ancora alla ricerca di un nuovo amministratore delegato, dopo l’uscita di Anders Colding Friis.
Nel 2018, le azioni di Pandora hanno perso più del 40%, portando il brand alla peggior performance dal 2011. Nella giornata di ieri, quando il player della gioielleria ha reso noti i dati dei 9 mesi, il titolo è arrivato a perdere quasi 12 punti percentuali per poi risalire la china e chiudere a +0,2 per cento a Copenaghen.
All’inizio di ottobre, Pandora è stata al centro di indiscrezioni, diffuse da Il Sole 24 Ore, secondo cui il dossier dell’azienda sarebbe al vaglio di fondi come Kkr & Co, Bain Capital e Carlyle pronti al takeover. A fare di Pandora una preda interessante per i private equity sarebbe, appunto, l’attuale fase di difficoltà.



