Pandora vola in Borsa spinta dalle voci di un possibile takeover. Nella giornata di ieri, infatti, le azioni del player danese della gioielleria hanno guadagnato oltre il 10% (per poi chiudere la seduta a +6,8% al Copenhagen Stock Exchange) sulla scia di indiscrezioni, diffuse da Il Sole 24 Ore, secondo cui il dossier dell’azienda attiva nella produzione e distribuzione di collane, braccialetti e orologi sarebbe al vaglio di fondi come Kkr & Co, Bain Capital e Carlyle.
“Quella di Pandora – si legge sul quotidiano economico italiano – è una storia di successo imprenditoriale internazionale e di crisi finanziaria e borsistica improvvisa. Il marchio noto per i ciondoli, i braccialetti personalizzabili, i caratteristici anelli e le particolari collane e orologi, oggi quota con corsi azionari molto depressi: il 40% circa rispetto ai massimi”.
L’azionariato di Pandora, inoltre, è piuttosto frammentato: Blackrock ha circa il 5,8% del gruppo danese, seguito da Prudential (2,8%), Vanguard (2,56%), Swedbank (2,47%), Oppenheimer Funds (2,33%) e Norges Bank (2,33 per cento).
A fare di Pandora una preda interessante per i private equity sarebbe l’attuale fase di difficoltà del gruppo che, nell’ultimo anno e mezzo, ha registrato risultati sotto le stime, accusando il rallentamento della performance nel mercato cinese. Lo scorso agosto il CEO di Pandora, Anders Colding Friis, ha lasciato il suo incarico. L’annuncio è arrivato contestualmente alla pubblicazione dei dati di bilancio del secondo trimestre, ancora sotto le stime, con ricavi a 4,8 miliardi di corone danesi (circa 643 milioni di euro) con una crescita del 4%, nella parte bassa delle attese (+4-7%), già riviste rispetto alle precedenti previsioni (+7-10 per cento).
Nel 2010 il debutto in Borsa di Pandora è stato inquadrato come una delle più grandi Ipo europee dell’anno. “Ora – spiega sempre Il Sole 24 Ore – Pandora quota 6,5 volte il proprio margine operativo lordo prospettico e 8 volte il rapporto tra prezzo e utili”.



