Pantofola d’Oro festeggia il 140° anniversario collaborando Sangi, footwear observatory milanese fondato dal designer Pietro Franceschi. Il progetto parte dagli archivi per valorizzare la tradizione artigianale del brand attraverso ricerca, sperimentazione ed un approccio a metà tra la scienza e l’arte.
Sangi si è soffermato sul mondo del calcio, reinterpretando il chiave lifestyle il modello ‘Superleggera 2.0’, scarpa che conserva gli elementi estetici del calcio ma evolve la sua funzione per accompagnare la vita di tutti i giorni, traslando e adattando l’estetica del campo da gioco alle strade della città.
“Il progetto sancisce un impegno condiviso sul valore del made in Italy in tutte le fasi dello sviluppo prodotto e si avvale della collaborazione con le migliori realtà manifatturiere italiane, che combinano processi artigianali e tecnologie industriali d’eccellenza”, spiega il brand in una nota.
La partnership parte dal desiderio comune di raccontare la storia di Pantofola d’Oro attraverso una lente contemporanea. La suola trasparente, dettaglio che contraddistingue il modello, racchiude e catalizza l’istante in cui i tacchetti sfiorano l’erba del terreno di gioco.
Il nome Pantofola d’Oro è legato al calcio a doppio filo grazie a John Charles, capocannoniere gallese della Juventus, che mettendo le scarpe esclamò: ”Sono più comode delle mie pantofole!”. Emidio Lazzarini, figlio di calzolai di Ascoli Piceno, prima di rilevare l’azienda di famiglia era stato un atleta e aveva girato il mondo. Visto che le sue scarpe da lotta libera avevano chiodi e pelli durissime, cominciò ad usare i materiali più morbidi in circolazione con immediato successo. Lazzarini trasferisce la stessa cura e abilità artigianale anche ad altri sport: rugby, tennis, pallacanestro, golf e ciclismo.



