“Vogliamo integrare ancora di più Métiers d’Art all’interno dell’ecosistema industriale di Lvmh“. A dirlo è Yves Cauchon, da marzo alla guida – in qualità di CEO – della divisione del gruppo francese che riunisce 17 realtà della filiera dell’artigianato di lusso, spaziando dalla concia alla lavorazione dei metalli, dalle farm alle pelli esotiche, raccontandone alla stampa gli sviluppi presenti e imminenti in occasione della visita alla conceria Masoni di Santa Croce sull’Arno (Pisa).
Con l’arrivo del nuovo presidente Ludovic Pauchard, la direzione è chiara: riposizionare Métiers d’Art nel sistema industriale del gruppo, ma non solo, perché l’obiettivo dichiarato è di lavorare per l’intero ecosistema del lusso, “rispondendo efficacemente alle esigenze delle maison dal punto di vista operativo”. Una scelta che riflette una logica di lungo periodo: “garantire, nell’arco di cinque, dieci, vent’anni, la disponibilità di materiali e competenze strategiche, diventando il fornitore di riferimento delle maison in termini di sviluppo, qualità, tempi e delivery”.
Sulle acquisizioni, Cauchon ha delineato una regola di governance precisa: se un investimento risponde al bisogno strategico di una singola maison – si pensi, per esempio all’acquisizione di Artlab da parte di Dior qualche anno fa – è la maison stessa a muoversi in autonomia sulla base del proprio know-how. Se, invece, l’operazione riguarda l’intera divisione moda e pelletteria del gruppo, a intervenire è proprio Métiers d’Art.
È esattamente questo il caso di Masoni, dove la divisione era entrata nel 2019 con una quota del 20%, salita poi nel 2025 al 40 per cento. La conceria conta oggi 70 dipendenti e tre stabilimenti, una forza lavoro attraverso cui si rivolge al mondo del lusso. Il fondatore e CEO, Fabrizio Masoni, ha raccontato le sfide del settore conciario – su tutte, la pressione sui prezzi e la tensione per il mantenimento di qualità e margini, a fronte di ricavi che restano sostanzialmente stabili, intorno ai 46 milioni di euro.

La conceria ha peraltro recentemente ampliato la sede di Castelfranco di Sotto, inaugurata un paio di anni fa, con un investimento complessivo da circa 10 milioni di euro che integra il know-how toscano della concia con tecnologie 4.0 e robotica, sviluppato insieme a Italprogetti. Un modello che, a sentire Cauchon, potrebbe non restare isolato: la divisione resta attenta a nuove esigenze della filiera italiana, lasciando aperta la porta a ulteriori investimenti nel Paese.
La visita a Masoni è stata la prima tappa di un tour che Lvmh ha organizzato per la stampa italiana e francese, attraversando da monte a valle la filiera pelletteria e conciaria nel distretto toscano. Un itinerario che si è inserito nella cornice della presentazione della sesta edizione di Les Journées Particulières, in programma dal 16 al 18 ottobre, quando il gruppo aprirà le porte di 65 sedi in 11 Paesi, otto delle quali in Italia, per raccontare al pubblico il savoir-faire delle sue maison.
Dopo la tappa alla conceria Masoni, il viaggio è poi proseguito a valle, nelle manifatture di pelletteria di alcune maison del gruppo coinvolte nel palinsesto. Da Bulgari, per la quale la pelletteria non rappresenta un core business ma un arricchimento alla vocazione gioielliera del brand, di cui gli accessori sono infatti intrisi, con borse-gioiello che ne riflettono l’estetica cromatica e preziosa; passando per Celine, con la sua produzione improntata al minimalismo anche nelle creazioni di Michael Rider, fino alla Fendi Factory di Bagno a Ripoli, il polo produttivo dove nascono le iconiche ‘Baguette’, rivisitate omaggiando l’archivio della maison Maria Grazia Chiuri: uno stabilimento avveniristico frutto di un investimento da 50 milioni di euro, esteso su 30mila metri quadrati coperti all’interno di un’area di 8 ettari.

Parte del tour anche Villa San Michele, l’hotel Belmond alle porte di Firenze, riaperto dopo 18 mesi di lavori di ristrutturazione. La struttura, ispirata al patrimonio e ai giardini legati a Leonardo da Vinci, sarà anche una delle otto tappe italiane di Les Journées Particulières.
L’iniziativa, lanciata da Lvmh nel 2011 per aprire gratuitamente al pubblico atelier, manifatture, cantine e residenze storiche delle sue maison, tornerà

sotto il tema “Alle origini del sogno” declinato su tre assi – natura, cultura e artigianalità – e con un’attenzione particolare, in questa edizione, alle esperienze serali e alle aperture inedite. In Italia il gruppo conta 6 maison, 282 negozi, oltre 18mila collaboratori e 72 siti produttivi, distribuiti tra Toscana, Piemonte, Veneto, Lazio, Valenza e Marche. Tra le otto tappe italiane: il Quadrato della Concordia di Fendi a Roma, con una mostra immersiva sull’ultimo decennio di alta moda della maison; il sito di Ghemme di Loro Piana, in Piemonte; la boutique storica di Bulgari in via Condotti; la nuova Manifattura Thélios in Veneto; la manifattura di calzature di Louis Vuitton a Venezia; e, appunto, Villa San Michele in Toscana.



