Si è chiuso ancora in crescita il secondo trimestre del Gruppo Zegna. Nei tre mesi terminati lo scorso 30 giugno i ricavi del player italiano del lusso sono ammontati a 517,1 milioni di euro, in aumento del 10,3% a cambi correnti (+11% a valuta costante).
Una performance che supera le attese, sia degli analisti – con Mediobanca che stimava una crescita single digit del 5% e Bernstein il cui consensus a livello organic è stato superato di 400 punti base – sia della società stessa: “I risultati del secondo trimestre hanno sorpreso persino noi”, ha dichiarato il presidente esecutivo Gildo Zegna, si legge su Il Sole 24 Ore.
Il dato conferma l’accelerazione sequenziale rispetto al +2,5% del primo trimestre e porta i ricavi del primo semestre a quota 987,3 milioni di euro, +6,4% a livello reported e +9,3% a livello organico.
A trainare la performance, spiega la società nella nota, è ancora una volta il canale direct-to-consumer, che nel trimestre è cresciuto del 16,4% a cambi correnti (+17,3% organic) a 410,9 milioni di euro, con tutti e tre i brand in rialzo a doppia cifra. Il wholesale continua invece la sua contrazione, in calo del 9,8% reported (-9,5% organico) a 67,5 milioni di euro, riflesso della scelta del gruppo di concentrarsi soprattutto sulla distribuzione diretta.
Guardando ai brand, il marchio Zegna si conferma il marchio ammiraglio, con ricavi per 324,3 milioni di euro a +16,9% reported, in ulteriore accelerazione rispetto al trimestre precedente e sostenuto da una crescita a doppia cifra del canale dtc in tutte le aree geografiche.
Segno diverso per Thom Browne, che inverte la rotta: dopo il calo del primo trimestre – seguito a una pregressa contrazione del 2025 – si stabilizza a 64,9 milioni di euro, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente, grazie al dtc che compensa la continua razionalizzazione del wholesale. Tom Ford Fashion cresce del 4,5% a 89,1 milioni di euro (+7,1% organico), spinto dal buon riscontro della collezione primavera/estate.
Sul fronte geografico, le Americhe restano l’area più dinamica, con un balzo del 20% a 165,3 milioni di euro nel trimestre e del 15% nei sei mesi. Segnali di rafforzamento arrivano anche dalla Greater China, che accelera al +12,2% dopo la crescita più contenuta dei primi tre mesi dell’anno, mentre il Resto dell’Apac marcia a +11,5%, trainato in particolare da Corea e Giappone. Più contenuta la crescita dell’area Emea, +1,3%, dove alla solidità del mercato europeo si è affiancata una performance positiva del Medio Oriente, nonostante l’impatto iniziale del conflitto nella regione.
“Sono particolarmente orgoglioso di riportare una crescita organica dell’11% dei ricavi del gruppo nell’ultimo trimestre, con un’accelerazione sequenziale in tutti i nostri brand”, ha commentato Zegna. “Questa performance riflette la forza del nostro modello client-centric, con i ricavi direct-to-consumer in crescita del 17% organico nel trimestre e tutti i brand in doppia cifra”
Aggiungendo: “Zegna ha continuato ad approfondire l’engagement con la clientela con l’evento Villa Zegna a Los Angeles a giugno, seguendo un modello sviluppato nel tempo su un’autentica eredità e supportato dalla nostra unica filiera italiana. Sono altrettanto incoraggiato dalla performance di Thom Browne e Tom Ford Fashion: i loro risultati confermano che le azioni intraprese seguono la traiettoria corretta, sebbene siamo consapevoli che si tratti ancora dell’inizio del percorso”.
E ancora: “Mentre proseguiamo nel resto dell’anno, restiamo determinati e disciplinati nell’investire sulle giuste priorità per realizzare le nostre ambizioni”.
Al 30 giugno 2026 la rete monomarca del gruppo conta 657 punti vendita, di cui 474 a gestione diretta (dos), sostanzialmente stabile rispetto a fine 2025. Tra le aperture del trimestre spiccano quelle di Thom Browne a Chicago e Vancouver, mentre Tom Ford Fashion ha chiuso una boutique in Cina.



