Il Tribunale di Firenze ha concesso l’affitto del ramo d’azienda di LuisaViaRoma alla newco Lvr Srl, la cordata industriale guidata da Paolo Corinaldesi. Lo rende noto un comunicato del Comune di Firenze, che dà conto delle dichiarazioni della sindaca Sara Funaro sull’intesa raggiunta al tavolo regionale sugli ammortizzatori sociali, definita “il miglior risultato possibile” a tutela dei lavoratori del marchio.
Secondo quanto spiegato dall’assessore al Lavoro Dario Danti, che ha seguito la vertenza per il Comune, l’accordo chiude la prima fase di messa in sicurezza dei lavoratori e apre il percorso di rilancio del brand, con l’obiettivo della piena occupazione. L’azienda impiega direttamente quasi 200 persone, a cui si aggiungono circa altri 200 addetti alla logistica. Il Comune ha precisato che continuerà a seguire gli sviluppi partecipando al tavolo regionale, che resta aperto per monitorare i prossimi passaggi.
Il pool di investitori dietro Lvr Srl comprende – si legge su Fashion Network –, oltre a Corinaldesi (ex Woolrich e Filson), la famiglia Marzotto, l’imprenditore Gian Luca Sghedoni (ceo di Litokol), Ettore Riello (direttore generale del gruppo Riello) e Luca Poggi, socio fondatore di Poggi & Associati. La regia dell’operazione è affidata alla holding Ato Spa, promotrice del nuovo veicolo d’investimento. Parallelamente, Tommaso Andorlini resterà in carica come amministratore delegato e la nuova realtà potrà già mettersi al lavoro sulla prossima collezione autunno/inverno.
La formula dell’affitto d’azienda, anticipata dall’accordo sindacale di fine giugno sul passaggio dei 181 dipendenti, consente quindi a Lvr di assumere subito la gestione operativa senza attendere i tempi della procedura giudiziaria: l’acquisizione definitiva delle quote societarie resta prevista per l’autunno.
“Abbiamo salvaguardato tutti e 181 lavoratori. E vorrei ringraziare pubblicamente la Regione per la collaborazione e la professionalità. Sarà un inizio complicato ma puntiamo a raggiungere volumi importanti per poi arrivare a pieno regime nel 2027. Il primo passo, quello più difficile e al tempo stesso importante, è recuperare la fiducia dei clienti”, ha dichiarato nei giorni scorsi Corinaldesi in un’intervista a La Nazione.
Sul fronte della rete fisica, Corinaldesi ha chiarito alla testata che il negozio di New York non è più sostenibile economicamente e verrà chiuso, mentre i punti vendita fiorentini – il flagship di via Roma e il Soft di via dei Tornabuoni – “non si toccano”. Il punto vendita per bambini di viale Don Minzoni, situato in un’area interessata dai lavori della tramvia, è ancora in valutazione; resteranno invece aperti il negozio Soft di Forte dei Marmi e l’Archive di Prato.
Su via Roma, in particolare, l’imprenditore ha annunciato progetti di rilancio per farne tornare un luogo di ricerca e scoperta delle tendenze, puntando su quella che ha definito “la fiorentinità” del brand. La strategia guarda al legame con il territorio: nato a Firenze nel 1929, il marchio seguirà – nelle parole di Corinaldesi – un percorso parallelo alla storia del Made in Italy, con collaborazioni previste con artisti e manifatture locali oltre che con il mondo della moda e della cultura fiorentina.



