Un mercato che si conferma solido soprattutto in Europa e Corea, e una strategia che punta sulla qualità piuttosto che sulla rincorsa dei volumi. È il bilancio tracciato da Sergio Zanini, alla guida di Manzoni 24 insieme al fratello Alessandro. “Abbiamo ottenuto un fatturato stabile e consolidato, in linea con quello dell’anno scorso”, racconta Zanini, facendo riferimento a tempi tutt’altro che semplici. “Non rincorriamo i volumi a tutti i costi: vogliamo mantenere la nostra identità di mercato e selezionare i clienti. È una strategia che ci paga, perché registriamo un ottimo sell-out nei punti vendita in cui il nostro prodotto è presente”.
Tra i mercati di riferimento, il manager cita Corea, Germania e Francia, che si dividono la quota principale del business, accanto a una presenza diffusa in tutta Europa. “Siamo ben distribuiti nel continente e abbiamo una buona identità nelle migliori boutique”, sottolinea Zanini, ricordando come il brand – che fa capo a Condorpelli Spa – punti su una proposta stilisticamente equilibrata, pulita e mai eccessiva, pensata per adattarsi a mercati diversi. Più complesso il discorso per il Medio Oriente, dove l’azienda aveva avviato l’espansione commerciale già da un paio d’anni, aprendo ad esempio – tra gli altri – i mercati del Golfo, del Libano, dell’Egitto e del Qatar, favorita anche dalla proposta uomo-donna su tutte le stagioni. Il contesto geopolitico degli ultimi tempi ha però chiaramente rallentato l’operatività in alcune di quelle aree. “C’è chi sta riprendendo in mano gli ordini sospesi e li sta portando a termine”, racconta Zanini, spiegando come in Qatar resti attivo anche uno spazio dedicato al marchio all’interno di un mall locale, oggi in fase di riorganizzazione.
Sul fronte italiano, il manager riconosce un apprezzamento ancora disomogeneo rispetto ai mercati esteri. “All’estero il made in Italy viene apprezzato di più, questo è un dato di fatto. In Italia il mercato è un po’ a macchia di leopardo”. Per questo l’azienda è impegnata a ridisegnare la propria rete distributiva puntando su agenti dedicati, organizzati su base regionale, in sostituzione del modello di showroom unico. “Vogliamo arrivare più vicino ai clienti, con un rapporto diretto sul territorio”.
Rispetto al prodotto, la novità della stagione primavera/estate 2027 riguarda in particolare un trattamento esclusivo della pelle, resa elastica attraverso un processo lanciato prima sulla linea uomo e ora in estensione a quella donna. “Il vantaggio è dare molto comfort a chi indossa il capo, perché il materiale si adatta meglio al corpo, in punti come spalle e gomiti, superando la rigidità tipica della pelle tradizionale”.
Per quanto riguarda il posizionamento, Zanini rivendica una filosofia distante da quella dei grandi gruppi. “Noi non lavoriamo su multipli come fanno le grandi realtà che devono sostenere aperture di negozi a ogni costo: secondo me hanno talvolta un po’ perso il rapporto con il consumatore, perché i prodotti diventano troppo cari”. La combinazione quindi tra ricerca sui materiali – tessuti dalle migliori filature italiane e pellami di alta qualità – e uno stile riconoscibile resta, per il manager, il vero fattore distintivo del marchio italiano.
Guardando alla seconda parte del 2026, post Pitti Uomo (tappa che il brand considera ad oggi comunque imprescindibile), Zanini si dice fiducioso, pur con la cautela dovuta al contesto internazionale. “Il riscontro dei clienti è stato molto positivo: un segnale di fiducia su cui vogliamo continuare a costruire”, afferma, aggiungendo di aspettarsi un miglioramento gli scenari, salvo eventi in grado di condizionare il mercato su larga scala. Tra i fattori alla base della tenuta del fatturato, Zanini indica il mix di proposta stagionale, tra pelle – anche nelle versioni scamosciato e shearling leggero – capi in cashmere lavorati double e senza cuciture a vista, e l’attenzione costante alla qualità dei materiali e dei colori. “L’obiettivo – conclude il manager – resta sempre fare capi mai eccessivi, di alta qualità, con un buon equilibrio tra estetica e comfort”.





