Il calcio è solo l’inizio: attorno all’Allianz Stadium la Juventus ha costruito un ecosistema d’affari a tutti gli effetti. A testimoniarlo è una stagione chiusa con 1.080 aziende all’interno del Juventus Premium Club e 577 membri del Juventus Business Club, la community nata dalla presenza sistematica di oltre 4mila imprenditori e professionisti che ogni partita popolano le aree hospitality dello Stadium. Un network trasversale, che tocca ben 240 settori merceologici diversi, con edilizia (36 aziende) e consulenza (35) in testa, seguite da real estate (17) e automotive (15).
“Investimento è la promessa che facciamo alle aziende che scelgono la nostra corporate hospitality”, racconta Paolo Monguzzi, stadium & consumer business director della società bianconera. “Acquistare un pacchetto di corporate hospitality significa acquistare del tempo di qualità all’interno di un evento di assoluto livello come quello che offriamo noi. Per noi la sfida è riuscire a far incontrare dentro e fuori dal campo tutti questi imprenditori e professionisti, per creare e dare valore al network dei nostri clienti premium”.
Il club ha infatti trasformato la presenza allo stadio in una piattaforma di relazioni strutturata: da una parte un ecosistema digitale dedicato, dall’altra un calendario fitto di iniziative – otto gli eventi corporate e di networking organizzati nella stagione appena conclusa. “Il vero valore del networking per noi passa da un incontro più informale rispetto a un incontro in una fredda sala riunioni”, suggerisce Monguzzi, citando come esempio le occasioni informali o sportive, “come può essere una gara di sci”, pensate per far incontrare le aziende della community.
Sul fronte hospitality ‘pura’, la Juventus può contare da anni sulla collaborazione con Da Vittorio, che secondo Monguzzi “eleva il nostro prodotto hospitality” andando oltre il catering fino a coprire l’intera offerta di eventi organizzati all’interno dello stadio. “Devo dire che l’esperienza Vip ne trae beneficio. Con loro [Da Vittorio, ndr.] la collaborazione non si ferma al puro catering, ma è qualcosa che va a più ampio raggio verso l’offerta hospitality”.
Lo Stadium, del resto, è sempre più un asset che vive oltre i 90 minuti di gioco: circa 100 eventi aziendali all’anno tra lanci di prodotto, team building, convention e gala dinner. “Lo stadio non può vivere di solo calcio, perché vivrebbe di pochi giorni l’anno”, sintetizza Monguzzi. “Abbiamo una superficie enorme da sfruttare e la sfruttiamo per tutte le sue caratteristiche”.
Non per caso, per la prima volta dalla sua costruzione, l’Allianz Stadium ha celebrato una storica stagione interamente dedicata alla grande musica live, dimostrando – anche in questo contesto – come l’impianto bianconero sia molto più di un’arena sportiva. Lo scorso giugno l’Allianz Stadium ha ospitato sette eventi musicali per un totale di oltre 250mila spettatori. Un flusso che ha avuto ricadute dirette sull’indotto: il J|hotel, la struttura alberghiera legata al club, ha visto il tasso di occupazione delle camere salire da una media storica sotto il 50% a oltre l’80% nel mese, con più di 2.400 notti prenotate riconducibili ai concerti e circa 3.500 presenze complessive. Numeri che confermano, ancora una volta, come lo Stadium generi valore anche fuori dai novanta minuti di gioco.




