Si chiudono in positivo i nove mesi di Fast Retailing. Il player giapponese, proprietario del marchio Uniqlo, ha segnato infatti la chiusura del periodo a maggio 2026 con ricavi consolidati pari a 3,07 trilioni di yen (circa 16,57 miliardi di euro), in crescita del 17,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Buona performance anche dell’utile operativo, che è salito del 33,6% a 592,7 miliardi di yen (circa 3,2 miliardi di euro), mentre l’utile netto di pertinenza della capogruppo è avanzato del 25,6% a 426 miliardi di yen, un risultato che il player nipponico definisce “record” per il periodo. Tuttavia, le azioni del gruppo sono calate di oltre tre punti percentuali (cedendo anche di cinque punti percentuali nel corso della seduta) dopo che l’azienda ha alzato le previsioni di profitto, ma ha avvertito dell’impatto della debolezza dello yen.
Tornando ai dati, a trainare la performance dei nove mesi è stato proprio il brand ammiraglio Uniqlo, che a livello internazionale ha registrato un balzo dei ricavi del 25,9% a 1,834 trilioni di yen (circa 9,91 miliardi di euro) e dell’utile operativo del 45,4% a 345,3 miliardi di yen, con crescita a doppia cifra in Corea del Sud, Sud-Est asiatico, India, Australia, Nord America ed Europa, e un incremento a doppia cifra dei profitti anche nella Great China. Uniqlo Japan ha invece registrato ricavi in crescita dell’8,3% a 867,6 miliardi di yen e un utile operativo salito del 15,1% a 172,9 miliardi di yen.
Il marchio Gu – al cui timone creativo è recentemente salito Francesco Risso – ha chiuso i nove mesi con ricavi a 265,6 miliardi di yen e utile operativo a 32,1 miliardi di yen (+28%), mentre il segmento ‘Global Brands’, che comprende Theory, Plst e Comptoir des Cotonniers/Princesse tam.tam, ha registrato un calo dei ricavi del 4,2% a 96,3 miliardi di yen e una contrazione dell’utile operativo del 33,4% a 1,9 miliardi di yen (circa 10,3 milioni di euro), penalizzato dal ridimensionamento della rete Comptoir des Cotonniers/Princesse tam.tam, i cui punti vendita sono passati da 144 a 77 in un anno.
Con una lente sul terzo trimestre, il fatturato è salito del 22,2%, poco più di 1 trilione di yen, con un utile operativo in progressione del 45% a 205,7 miliardi di yen, sostenuto da una crescita di ricavi e profitti in tutte le aree geografiche in cui opera il brand ammiraglio. Nel trimestre il gruppo ha inaugurato sei negozi in Nord America, tra cui il flagship di Chicago, quattro in Europa – compresi i debutti a Bristol e Utrecht – e un flagship globale a Myeongdong, a Seoul. Uniqlo Japan, in particolare, ha registrato vendite comparabili in aumento del 9,9% nel trimestre, grazie a pantaloni di tendenza e capi funzionali.
Alla luce dei risultati, Fast Retailing ha rivisto al rialzo le stime per l’intero esercizio 2026, portando la previsione di ricavi consolidati a 3,97 trilioni di yen (circa 21,46 miliardi di euro, +16,7%), l’utile operativo a 710 miliardi di yen (+28,8%) e l’utile netto a 500 miliardi di yen (+15,5%), con revisioni positive rispettivamente di 70, 20 e 20 miliardi di yen rispetto alle stime di aprile. Confermato anche il dividendo annuale a 640 yen per azione (circa 3,46 euro), in aumento di 140 yen sull’esercizio precedente.
Nella seduta mattutina di Tokyo il titolo ha ceduto fino al 5,1%, dopo che giovedì sera, a mercati chiusi, l’azienda aveva comunicato di aver alzato l’obiettivo di utile operativo per l’intero anno fiscale a un livello mai raggiunto prima, 730 miliardi di yen. Il calo, spiega MarketScreener, arriva al termine di un percorso di Borsa molto positivo per il titolo, che da inizio 2026 aveva guadagnato oltre il 42 per cento. “Il prezzo delle azioni è salito negli ultimi tre mesi circa, quindi sembra essere emersa la sensazione che le buone notizie siano già state scontate dai prezzi, ma alla fine potrebbero intervenire acquisti guidati dalla ricerca di occasioni”, ha dichiarato Jun Kitazawa, vice responsabile della sezione ricerche investimenti di Miki Securities.
Pur avendo chiuso i nove mesi terminati a maggio con numeri solidi, il CFO di Fast Retailing, Takeshi Okazaki, ha messo in guardia sul fatto che il deprezzamento della valuta giapponese – vicina ai minimi degli ultimi quarant’anni – rischia di penalizzare fatturato e utile del business domestico nel quarto trimestre. La debolezza dello yen “potrebbe potenzialmente avere un impatto significativo sulla nostra performance”, ha affermato Okazaki.



