Terzo trimestre con ricavi a +3% per Primark, performance sostenuta dal contributo per il 5% delle nuove aperture in giro per il mondo. Centrali, i mercati chiave di Europa, Stati Uniti e Medio Oriente. Le vendite like-for-like, ovvero a parità di perimetro, sono però scese del 2,2%, a segnalare un contesto retail definito “difficile” dallo stesso player di moda low cost che fa capo al colosso britannico Associated British Foods. Atteso, intanto, entro il 2027 lo spin-off della catena, che viaggerà separatamente rispetto alla divisone alimentare e che ad oggi – si legge su Reuters – rappresenta oltre la metà degli utili della parent company.
L’azienda ha proseguito nel rafforzare la propria proposta commerciale, con un’offerta di prodotto migliorata, una maggiore attenzione al prezzo e alla percezione di valore, e investimenti crescenti in marketing e coinvolgimento digitale della clientela, si legge nella nota. L’abbigliamento femminile, cardine dell’offerta Primark, è stato il principale focus dell’azienda e ha sovraperformato rispetto agli altri segmenti.
Nel Regno Unito le vendite sono cresciute dell’1% nel trimestre, con il dato like-for-like sostanzialmente stabile e Primark che ha continuato a guadagnare quote di mercato in un’area complessivamente in calo nel periodo. A un avvio di stagione primavera/estate molto positivo a marzo è seguito un rallentamento in aprile e maggio, legato all’impatto del conflitto in Medio Oriente sulla fiducia dei consumatori e a un meteo anomalo; il miglioramento delle condizioni climatiche a giugno ha infatti poi sostenuto la riprese delle vendite.
In Europa continentale – che rappresenta il 47% del fatturato complessivo – dove la fiducia dei consumatori permane debole, le vendite totali sono diminuite dell’1% e quelle like-for-like del 3,6%, in miglioramento rispetto al calo del 4,8% registrato nei primi nove mesi. In Spagna, il principale mercato europeo del gruppo, è stata inoltre lanciata la prima campagna di marketing completamente integrata, sul modello già adottato nel Regno Unito, e altre iniziative di marketing arriveranno in Europa nel corso dell’estate.
Negli Stati Uniti, dove l’andamento resta ambivalente, le vendite sono cresciute del 16%, con tre nuove aperture che portano il totale a 41 insegne nel Paese – che pesa ancora il 6% del totale ma sta guadagnando spazio – tra cui il primo store a Manhattan inaugurato a maggio, partito con buoni risultati e “funzionale all’obiettivo di aumentare la notorietà del marchio”.
Il gruppo ha confermato le previsioni per l’intero 2026: nonostante un contesto di consumo difficile, compreso l’impatto del conflitto in Medio Oriente, la società stima per Primark un margine operativo rettificato di circa il 10% per l’anno, proseguendo gli investimenti per sostenere la crescita delle vendite like-for-like e potenziare le capacità tecnologiche dell’azienda.
Le azioni di Abf hanno comunque ceduto il 3,7% in seguito alla trimestrale, portando il ribasso da inizio 2026 al 10%, complice anche la revisione in negativo delle stime sulla divisione legata allo zucchero del gruppo, appesantita dai rincari energetici legati al conflitto in Medio Oriente. Questa mattina il titolo appare però in recupero (+0,6 per cento).



