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Cnmi presenta ‘Il bello della moda’, primo osservatorio sull’impatto del fashion system

Di Redazione
02 Lug 2026
Cnmi presenta ‘Il bello della moda’, primo osservatorio sull’impatto del fashion system

Carlo Capasa. Ph. courtesy of Cnmi

Ieri la Camera Nazionale della Moda Italiana ha presentato ‘Il bello della moda’, il primo osservatorio dedicato a valorizzare e misurare il contributo e l’impatto industriale, occupazionale, formativo, culturale e sociale del sistema della moda italiana, realizzato con il supporto, tra gli altri, di McKinsey & Company in qualità di knowledge partner e con il contributo di IntelliSurvey e di Angelo Rughetti. L’osservatorio vedrà il coinvolgimento progressivo di università, centri di ricerca, tra cui Open Impact e Istituzioni italiane e internazionali, e si svilupperà attraverso una serie di pubblicazioni periodiche dedicate alle diverse dimensioni che compongono la moda italiana.

Le prime evidenze, presentate nel corso dell’evento organizzato presso il Teatro Studio Melato, confermano il ruolo strategico della moda italiana come motore di crescita economica, occupazionale e culturale del Paese. Il settore rappresenta circa il 5% della produzione industriale italiana e si fonda su una filiera produttiva diffusa in 47 province, che sostiene oltre 500mila occupati diretti e circa un milione di addetti considerando l’intera catena del valore. La moda si conferma inoltre uno dei principali fattori di attrattività internazionale dell’Italia: fino al 70% degli studenti delle principali scuole di moda italiane proviene dall’estero e quasi 7 visitatori su 10 indicano la moda tra le principali ragioni della scelta dell’Italia come destinazione di viaggio.

L’evento di presentazione si è aperto coi saluti istituzionali del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e ha visto la partecipazione di Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Gemma D’Auria, senior partner di McKinsey & Company, Sven Smit, senior partner emeritus e special advisor di McKinsey & Company, e Paula Wallace, founder & president del Savannah College of Art and Design). “‘Il bello della moda’, è il primo osservatorio dedicato a misurare il valore sistemico del nostro settore. Attraverso dati e analisi vogliamo contribuire a raccontare la moda italiana in tutte le dimensioni che la compongono, offrendo una lettura ampia del valore economico, culturale, occupazionale, sociale e innovativo che la nostra industria genera ogni giorno per il Paese”, ha Capasa. Le prossime pubblicazione de ‘Il bello della moda’ saranno presentate il prossimo inverno (‘L’ecosistema della moda: contributo economico all’economia italiana’), nell’estate (‘Made in Italy: l’Italia come marchio globale di lifestyle’) e nell’inverno del 2027 (‘La moda come forza culturale e il suo impatto sulle prossime generazioni’), nell’estate 2028 (‘La moda per il prossimo secolo: sostenibilità, innovazione e filiera del futuro’).

Ieri l’assemblea ordinaria dei soci di Cnmi ha inoltre rieletto il nuovo consiglio direttivo per il biennio 2026-2028. Capasa è stato rieletto all’unanimità presidente e consigliere delegato, carica che ricopre dal 2015 e che gli è stata confermata per il sesto mandato consecutivo.

Sono stati eletti all’unanimità i consiglieri: Francesca Bellettini (Gucci), Riccardo Bellini (Valentino), Roberta Benaglia (Msgm), Lorenzo Bertelli (Prada Group), Alfonso Dolce (Dolce&Gabbana), Leonardo Ferragamo (Salvatore Ferragamo), Luca Lisandroni (Brunello Cucinelli), Luigi Maramotti (Max Mara Fashion Group), Giuseppe Marsocci (Giorgio Armani), Ramon Ros (Fendi), Renzo Rosso (Otb), Remo Ruffini (Moncler Group), Carla Sozzani (Magliano) ed Ermenegildo Zegna (Ermenegildo Zegna Group). Al Consiglio si aggiunge il presidente onorario Mario Boselli.

Nel corso dell’incontro, Renzo Rosso e Alfonso Dolce hanno condiviso le proprie riflessioni sul ruolo della moda come motore di crescita economica, culturale e sociale del Paese. Il presidente e founder di Otb ha riflettuto sul ruolo cruciale dell’intelligenza artificiale: “L’AI è uno strumento straordinario per rendere le aziende più efficienti, liberare le persone dalle attività più ripetitive e permettere loro di dedicare più tempo a ciò che nessuna tecnologia potrà mai sostituire, ovvero osservare il mondo, comprendere i consumatori, alimentare la creatività e ricevere stimoli dalle relazioni umane. Inoltre offre ai brand nuove opportunità per dialogare con i clienti in modo sempre più personale, interpretandone bisogni, preferenze e aspettative e rafforzando così la fedeltà al marchio. Solo chi saprà integrare competenze, tecnologia e la capacità di raccontare la propria identità attraverso questi nuovi strumenti continuerà a fare del made in Italy un modello di riferimento globale e un motore di crescita economica, culturale e sociale per il Paese. Allo stesso tempo, è fondamentale valorizzare il legame con i territori, dove nascono e si sviluppano tradizioni e filiere produttive che sono il vero valore aggiunto della moda italiana e ne rafforzano l’identità nel mondo. Noi imprenditori abbiamo la responsabilità di restituire valore ai territori e alle comunità in cui operiamo, perché la crescita di un’azienda ha senso solo se contribuisce a generare un impatto positivo sulle persone”.

“La moda rappresenta uno degli asset strategici più importanti per il nostro Paese e ha una responsabilità che va ben oltre il prodotto: sostenere la crescita economica del Paese, valorizzare i territori e preservare un patrimonio di competenze che tutto il mondo ci riconosce – ha dichiarato il Presidente e CEO del Gruppo Dolce&Gabbana – Per continuare a essere competitivi dobbiamo investire nella formazione, favorire il dialogo tra tradizione e innovazione e creare le condizioni affinché il sapere artigianale possa essere trasmesso alle nuove generazioni. Solo così il Made in Italy continuerà a essere non soltanto un motore di crescita, ma anche un’espressione autentica della nostra identità culturale e sociale. È una visione che, come Dolce&Gabbana, perseguiamo ogni giorno attraverso tutte le aree in cui operiamo. Dalla moda al beauty, dall’arredo al mondo dei gioielli e degli orologi, collaboriamo con realtà produttive e manifatturiere di eccellenza, contribuendo a sostenere competenze e filiere che rappresentano una componente essenziale dell’identità del made in Italy”.

 

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