Durante la conferenza stampa relativa alla prossima edizione di Maredamare (18-20 luglio 2026) sono stati comunicati i dati relativi al mercato italiano del beachwear. Il segmento ha un valore complessivo superiore agli 830 milioni di euro, sostenuto prevalentemente dalla componente femminile e dalla crescita della fascia premium. È quanto emerso dalla ricerca ‘Consumi, export e import dell’abbigliamento mare in Italia 2025’, realizzata da Sita Ricerca per Underbeach ed Armi – Associazione Italiana Mare Intimo, che rappresenta in modo unitario produttori, aziende ed operatori della filiera intimo, lingerie e beachwear. Lo studio costituisce la prima analisi dedicata esclusivamente al mercato della moda mare in Italia, offrendo una fotografia dettagliata dei consumi, dei canali distributivi e delle dinamiche commerciali che caratterizzano il settore.
Dall’indagine si nota che i consumi italiani legati al beachwear si attestano ad un valore complessivo di 665 milioni di euro, in sostanziale tenuta rispetto al 2024 (+0,1 per cento). Se a questi numeri si aggiungono i consumi dei turisti in Italia, stimati in circa il 166 milioni di euro, il valore complessivo supera gli 830 milioni. A fare la parte del leone è la componente femminile, che incide per l’80% degli acquisti. A livello di mercato europeo il beachwear si attesta intorno ai 23 miliardi di euro, con proiezioni di forte crescita che stimano il superamento dei 35 miliardi di euro entro il 2032 (fonte Zion Market Research). Anche in questo caso il dominio assoluto delle vendite riguarda il comparto donna, con oltre il 70% del totale. Il bikini rimane il modello più acquistato, seguito dal costume intero, sempre più usato e costruito come body da indossare anche fuori dalla spiaggia.
A trainare le vendite sono i negozi fisici, che nel beachwear mantengono un ruolo più centrale rispetto al resto del comparto moda. L’e-commerce, infatti, si ferma sotto il 15% delle vendite complessive, contro una media superiore al 20% nell’abbigliamento. In questo contesto, a registrare la crescita più significativa sono i negozi multimarca, che nel segmento maschile intercettano il 51,7% degli acquisti e nel segmento femminile guadagnano quasi l’1 per cento.
Particolarmente significativa la crescita della fascia premium. Tra il 2023 e il 2025 il segmento ha registrato un incremento dell’11,3% a valore, più del doppio rispetto alla crescita dell’intero mercato (+4,7 per cento). A trainare questa dinamica sono soprattutto gli acquisti dei turisti, l’80% dei quali si attesta sulla fascia premium e che portano il valore ad oltre 200 milioni di euro.
Accanto al beachwear cresce il peso dei fuori acqua o resortwear, cioè l’abbigliamento di fascia alta dedicato alle vacanze e al tempo libero nelle località turistiche (kaftani di seta, abiti lunghi in lino, completi da barca, calzature di lusso ed accessori pensati per la vita fuori dalla spiaggia), che è in gran parte rappresentato dalle grandi griffe. Sebbene non esistano rilevazioni ufficiali dedicate a questo segmento, l’incrocio di dati sul retail moda, sul turismo di alta gamma e sui mercati internazionali consente di stimarne un valore compreso tra 700 e 900 milioni di euro.
Si tratta di un comparto fortemente legato al turismo di lusso, che trova in note location italiane – da Capri a Portofino, dalla Costa Smeralda a Positano – il proprio principale motore di sviluppo. Considerando insieme beachwear e resortwear, il valore complessivo dell’abbigliamento mare in Italia può essere stimato tra 1,4 e 1,7 miliardi di euro, mentre il segmento premium, che intercetta gran parte del mercato resortwear, raggiunge un valore compreso tra 800 e 900 milioni.
A fronte di esportazioni di 235 milioni di euro per il 2025, in leggero calo rispetto al 2024 (-1,4 per cento), le stime aggregate danno il mercato beachwear globale, comprensivo del mondo resortwear, di circa un miliardo di euro in cui le collezioni cruise dei grandi marchi della moda italiana hanno un peso di oltre 600 milioni di euro. Le importazioni da paesi extra Ue si attestano invece a 127 milioni di euro (+2,5% rispetto al 2024), mentre quelle da paesi europei sono a 99 milioni (-13,9 per cento). La Cina che si conferma il principale fornitore del mercato italiano con il 16,6% seguita da Croazia (9,7%) e Sri Lanka, al 9,5 per cento. Parallelamente alla crescita del mercato interno, c’è una forte ripresa della produzione tessile in Italia, con un significativo potenziamento della filiera dei terzisti e del made in Italy.
La 19esima edizione di Maredamare, la fiera internazionale dedicata a beachwear, resortwear, ed accessori, organizzata dalla società Underbeach, tornerà alla Fortezza da Basso di Firenze con oltre 250 brand da tutto il mondo, pronti a presentare le collezioni primavera/estate 2027. Accanto alle linee mare cresce la presenza del resortwear e degli accessori.
Si rafforza la collaborazione con Agenzia Ice, che contribuirà ad ampliare la presenza di buyer selezionati provenienti da Europa, Americhe, Medio Oriente, ed Africa. Ad arricchire il programma, un calendario di eventi tra sfilate, workshop e appuntamenti dedicati ai giovani talenti. Tra questi, la sfilata delle collezioni finaliste del Concorso nazionale professione moda giovani stilisti di Cna Federmoda, il più longevo contest italiano per i creativi del settore, che quest’anno si svolgerà proprio a Firenze, la sera del 18 luglio, e come da tradizione avrà una sezione dedicata ad intimo e beachwear.



