Saks Global archivia il Chapter 11 e riparte con un nuovo nome. Con una nuova denominazione sociale e un debito ridotto di quasi il 75%, la catena americana di grandi magazzini ha chiuso il 26 giugno la procedura fallimentare avviata a gennaio.
Il gruppo ha contestualmente ottenuto 500 milioni di dollari di finanziamento in uscita a sostegno delle operazioni e delle iniziative di crescita. Il cambio di nome – da Saks Global a Exemplar Luxury Group – non è solo una questione di rebranding: la nuova identità societaria vuole segnalare un nuovo capitolo per il retailer e rendere il gruppo responsabile a uno standard più elevato di partnership con i brand, i consumatori e i dipendenti.
Il nuovo consiglio di amministrazione accoglierà due rappresentanti ciascuno per Pentwater Capital Management e Bracebridge Capital, le società di investimento che hanno collaborato con Saks Global durante tutto il processo di ristrutturazione, su un board composto complessivamente da sette membri.
Il manager Geoffroy van Raemdonck, che aveva già guidato Neiman Marcus durante la bancarotta del 2020. siederà nel board insieme a due consiglieri indipendenti: Dave Kimbell, già CEO di Ulta Beauty, e Philippe Schaus, ex CEO globale di Moët Hennessy e già presidente e CEO di Dfs Group, con oltre dodici anni nel comitato esecutivo di Lvmh.
Sul fronte retail, il gruppo opera oggi con 49 punti vendita Saks Fifth Avenue, dopo aver chiuso la quasi totalità delle insegne Saks Off 5th e diversi negozi Neiman Marcus, nell’ambito del processo di stabilizzazione orientato ai mercati più redditizi e ad alto traffico. La rete di punti vendita risulta così più che dimezzata rispetto all’ingresso in procedura. Nel corso della ristrutturazione, il gruppo ha inoltre interrotto la partnership con Amazon per la vendita dei prodotti sulla piattaforma di e-commerce, una collaborazione che aveva incontrato l’opposizione dei principali brand del lusso, preoccupati per la possibile diluizione della loro immagine.
La strategia dichiarata punta a una ripresa significativa: secondo i piani comunicati dall’azienda, il gruppo si è posto l’obiettivo di una crescita dei ricavi a un tasso annuo composto del 7% tra il 2027 e il 2030. Traguardi ambiziosi, su cui gli analisti nutrono più di qualche riserva. Il gruppo dovrà ora dimostrare che un numero inferiore di negozi, una struttura corporate più snella e un bilancio più pulito possano tradursi in una crescita più solida nel retail di lusso.
La sfida si inserisce in un contesto di mercato tutt’altro che semplice: secondo Bain & Company, la spesa globale nel lusso ha raggiunto 1.443 miliardi di euro nel 2025 e dovrebbe stabilizzarsi nel 2026, in un contesto segnato da volatilità economica, pressioni geopolitiche e mutamento delle abitudini dei consumatori.



