Per la prima volta nella sua storia, Canali affida la direzione creativa del marchio a un’unica figura: come annunciato dall’azienda nelle scorse settimane è infatti Alessio Lillocci a mettere la firma sulla collezione primavera/estate 2027 del brand. La nomina, spiega l’azienda, “segna un ulteriore passo nel percorso di evoluzione del brand” e vede Lillocci chiamato a “presidiare e rafforzare l’identità del marchio”.
A margine della presentazione, Stefano Canali, amministratore delegato di Canali, ha spiegato le ragioni dietro la scelta. “Ci siamo trovati in un momento con un timing incredibilmente perfetto, racconta il manager a Pambianconews ripercorrendo l’incontro con Lillocci, nato da conoscenze comuni e da un confronto sul percorso di evoluzione – “non rivoluzione” – intrapreso dal marchio negli ultimi anni verso un’offerta lifestyle coerente con i propri valori.
Originario dell’Umbria, Lillocci arriva in Canali dopo oltre vent’anni in Brunello Cucinelli, dove ha ricoperto il ruolo di head of men’s style office, e una stagione alla guida del ready-to-wear maschile di Prada. Secondo Canali, a fare la differenza sono stati gli elementi di affinità emersi fin dal primo confronto: “Quello che ha sorpreso entrambi è quanti elementi di comunanza ci fossero, a partire dalla sensibilità per il prodotto, non facile da trovare in uno stilista”, spiega l’AD, citando in particolare la sensibilità di Lillocci per il colore e per il layering, “una conseguenza di questa sensibilità cromatica” che richiede – tiene a sottolinearlo – “una precisione chirurgica” nella scelta delle tonalità.
Lillocci conferma per primo la sintonia: “La prima volta che ci siamo incontrati e abbiamo iniziato a condividere la nostra visione mi sono sentito subito a casa”, racconta, ripercorrendo le proprie origini nella sartoria della madre. “Nasco dal prodotto: mi ritengo più uomo di prodotto che designer”.
Per Canali, l’arrivo del nuovo direttore creativo rappresenta un’accelerazione del percorso già avviato dal marchio: “Alessio è esattamente il completamento funzionale al percorso evolutivo del design” di cui l’azienda parla da tempo, dice Canali, sottolineando che la nuova collezione resta “al 100% Canali”, nelle sue componenti sostanziali – qualità dei materiali e impostazione in primis.

Sul fronte dei risultati, il 2025 si è chiuso con un fatturato di 205 milioni di euro, in leggera decrescita a singola cifra per difficoltà specifiche del periodo. Mentre il 2026 si apre invece in deciso recupero, in quanto da gennaio a fine maggio il marchio ha registrato una crescita organica superiore al 16%, trainata in particolare dal Nord America, che resta il mercato più importante per il marchio con circa il 50% del fatturato totale.
Certo è che lo scenario internazionale, avverte Canali, resta complesso: “C’è una situazione in forte evoluzione in Asia Pacifico” e una crisi in Medio Oriente che “rappresenta per noi una novità di questi ultimi mesi”. Dall’altra parte del globo, il mercato statunitense, nonostante le difficoltà specifiche legate al contesto americano, mantiene comunque “una spinta molto importante”: per un marchio presente da oltre trent’anni, sottolinea Canali, “c’è ancora un potenziale rilevante da realizzare”.
Sul retail, l’azienda conferma l’intenzione di proseguire nell’espansione della rete diretta, ritenuta strategica anche dal punto di vista comunicativo: “Per noi l’evoluzione della componente retail, in tutte le sue forme, è estremamente importante”, spiega l’amministratore delegato, sottolineando il vantaggio di poter decidere in autonomia rispetto alle dinamiche più articolate del canale wholesale.
Sulle prospettive per l’anno in corso, Canali mantiene un approccio ottimista ma cauto: “In tutta onestà, se guardo agli ultimi 25 anni, di periodi davvero facili o di evoluzioni senza scossoni ne ricordo pochissimi”, riflette, ricordando che la crescita registrata nei primi cinque mesi dell’anno andrà difesa “gestendo anche quanto di imprevedibile potrà emergere nei prossimi mesi”.
“La capacità delle imprese sta anche nel saper gestire il contingente, reagire e trovare il modo di superare le difficoltà, senza snaturarsi: l’errore più grande che un marchio con una lunga storia alle spalle possa fare è perdere credibilità e autenticità. Quello è il peccato capitale. In questi primi cinque mesi la crescita c’è stata, e faremo di tutto per proseguire su questa strada”.
Tornando invece alla collezione presentata nel calendario di Milano Moda Uomo, la prima proposta interamente firmata da Lillocci segue idealmente la Via delle Spezie, sviluppandosi in quattro itinerari – corrispondenti ai drop di consegna – che attraversano Indonesia, India, le coste orientali dell’Africa, la Grecia e infine la Sicilia. “Per questa collezione abbiamo immaginato un viaggio metaforico dal doppio significato: da una parte il viaggio inteso in senso più alto, quello compiuto insieme alla famiglia Canali, che mi ha portato a bordo di questa magnifica nave; dall’altra un significato più strettamente legato alla collezione stessa”, spiega il designer. Ogni tappa porta con sé una propria palette cromatica, dalle spezie del primo itinerario (cannella, sesamo, anice stellato) ai blu e agli azzurri della terza tappa greca, fino al bianco e al nero della chiusura siciliana – colore, quest’ultimo, che Lillocci ha voluto raccontare non solo come appartenente al mondo fashion, ma come parte integrante dell’identità del marchio.
A guidare la costruzione della collezione restano la scelta dei tessuti – “siamo andati a studiare quelli storicamente usati dai navigatori”, racconta Lillocci – e il layering, codice mutuato dal mondo della navigazione che lo stesso designer individua come centrale nel proprio approccio progettuale, frutto di quella stessa sensibilità per il prodotto maturata, fin dagli esordi, nella sartoria di famiglia.





