Reformation si prepara all’approdo in Borsa. Il marchio americano di moda sostenibile, fondato a Los Angeles nel 2009 e oggi controllato in maggioranza dal fondo di private equity Permira, starebbe per depositare in via confidenziale la documentazione necessaria per avviare il processo di quotazione, con l’obiettivo di completare l’offerta pubblica iniziale entro luglio 2026.
Come riporta Business of Fashion, citando a sua volta un’indiscrezione pubblicata dal Wall Street Journal, il deposito formale potrebbe avvenire già nel corso della prossima settimana. La testata britannica precisa che Reformation aveva già manifestato pubblicamente il proprio interesse verso un’Ipo nel 2023, senza tuttavia concretizzare l’operazione in quel momento.
Il brand conta tra le sue fan dichiarate personalità di profilo internazionale come Taylor Swift, Meghan Markle e Hailey Bieber, un posizionamento che ne ha rafforzato la riconoscibilità globale ben oltre i confini del mercato nordamericano. Con ricavi che hanno superato i 300 milioni di dollari (circa 264–268 milioni di euro), riporta Bloomberg, e una redditività dichiarata, Reformation si presenta all’appuntamento con i mercati pubblici con fondamentali solidi, in un momento in cui la tenuta dei brand orientati alla sostenibilità rimane tuttavia oggetto di attenta valutazione da parte degli investitori istituzionali. Il caso Allbirds (citato dal BoF), per esempio, quotatosi nel 2021 con una capitalizzazione superiore ai 4 miliardi di dollari per poi subire un drastico ridimensionamento, ha rappresentato un precedente che gli analisti continuano a richiamare quando si tratta di misurare la sostenibilità finanziaria – e non solo ambientale – dei brand green. Proprio riguardo Allbirds, è di questi giorni la notizia del cambio del nome in Smartbird, scelta legata alla volontà di spostare la propria attenzione sull’offerta di capacità di cloud computing e servizi di intelligenza artificiale.
Tornando a Reformation, l’esito dell’Ipo sarà dunque osservato con attenzione dall’intera industria come un test significativo sulla capacità del mercato di riconoscere valore strutturale ai modelli di business orientati alla responsabilità ambientale.



