Il grande department store parigino Bhv Marais e il colosso dell’ultra-fast fashion Shein hanno posto fine alla loro partnership dopo soli sette mesi. Come riporta Reuters, la rottura arriva dopo l’apertura di un negozio permanente di Shein all’interno del retailer francese, inaugurazione che aveva innescato proteste pubbliche e critiche trasversali da parte di istituzioni, brand e consumatori.
A determinare la svolta è stato un cambio di proprietà. Secondo quanto ricostruisce Wwd, la Société des Grands Magasins (Sgm) – che aveva rilevato la gestione del Bhv Marais da Galeries Lafayette nel 2023 – ha accettato un’offerta di acquisto presentata dall’attuale team di management del negozio, guidato dall’amministratore delegato Karl-Stéphane Cottendin, con la partecipazione di una quota significativa dei dipendenti. Nel nuovo gruppo di controllo figurano anche la direttrice marketing Valérie Chaleyssin, il direttore artistico Medy Ty e la direttrice delle risorse umane Elodie Nho. I termini finanziari dell’operazione non sono stati resi noti.
Cottendin ha definito pubblicamente la scelta di aprire le porte a Shein un “errore strategico”, dichiarando all’agenzia stampa Agence France-Presse (Afp) che il retailer lascerà idealmente il negozio entro Natale. Come riferisce Reuters, già il giorno dell’inaugurazione di novembre il governo francese aveva tentato di sospendere la piattaforma online di fast fashion, provvedimento poi annullato da un tribunale parigino nel marzo 2026. Molti clienti fedeli al brand, accorsi all’apertura, erano rimasti delusi dall’offerta in store, con prezzi percepiti come sensibilmente più alti rispetto a quelli della piattaforma digitale, nota per abiti da cinque dollari e jeans da dieci.
Le conseguenze sull’ecosistema del grande magazzino erano state immediate e pesanti. Secondo quanto ricostruisce la testata americana, diversi marchi premium avevano abbandonato pubblicamente il Bhv, citando fatture non saldate e il disagio di condividere gli spazi con un retailer il cui modello di business è considerato incompatibile con i valori del commercio tradizionale e con le normative francesi in materia di lavoro e sostenibilità. Sul fronte regolatorio, la Francia ha inflitto a Shein sanzioni per oltre 22 milioni di euro per violazioni relative alla tracciabilità dei prodotti, all’etichettatura ambientale e ai tempi di consegna, portando il totale delle multe comminate nel paese a oltre 210 milioni di euro.
Shein ha risposto con una nota in cui afferma di rispettare la decisione del Bhv, pur definendola “spiacevole”, e ha sostenuto che la collaborazione era stata concepita fin dall’inizio come un’iniziativa a durata limitata. Il gruppo ha aggiunto di essere rimasto “aperto a un dialogo costruttivo” per una conclusione ordinata del rapporto.
La vendita del Bhv Marais segna anche una battuta d’arresto strategica per Sgm stessa. Come ricostruisce Wwd, i piani originari prevedevano l’acquisizione dell’immobile, ma questi sono naufragati dopo che Galeries Lafayette ha ceduto la proprietà dell’edificio nel gennaio 2026 alla società canadese di investimenti Brookfield. La società, che possiede ora i muri dell’edificio ma non ne gestisce le attività commerciali, ha già avviato un ambizioso piano di riqualificazione per riconvertire parte dello spazio in un 5 stelle e in appartamenti privati di lusso dati per probabili. I nuovi proprietari si troveranno dunque a dover negoziare contemporaneamente l’uscita di Shein e i futuri assetti dell’edificio con Brookfield, in un percorso di rilancio che – come ammette la stessa Sgm – “resta ancora tutto da fare”.
La notizia è stata accolta con favore dalle istituzioni francesi. Come fa sapere l’agenzia stampa, il sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire ha definito la fine della partnership una notizia “eccellente”, mentre il ministro del Commercio Serge Papin ha espresso soddisfazione per la conclusione di una collaborazione con una piattaforma che, a suo giudizio, “non rispetta le nostre regole”.



