Chiuso il 2025 intorno ai 16 milioni di fatturato e con una crescita in doppia cifra, Duno si presenta a Pitti Uomo 110 con il vento in poppa. “Il primo semestre 2026 è stato molto positivo”, conferma il CEO Chris Wang, che aggiunge: “Abbiamo avuto feedback importanti, anche sugli assortimenti”. Una traiettoria che il brand punta a mantenere.
In fiera il marchio porta una collezione incentrata su leggerezza, semplicità e funzionalità, con un’attenzione particolare ai tessuti naturali, quali cashmere, seta e cotone. “Abbiamo lavorato molto su proposte che possono essere anche full season”, spiega Wang, “dando praticità e trasversalità per qualsiasi occasione della giornata”.
Sul fronte dei mercati presidiati e della distribuzione, la novità messa a segno dal brand di abbigliamento maschile è l’ingresso in Francia con un corner temporaneo presso Le Bon Marché, il grande magazzino parigino tra i player di riferimento del lusso contemporaneo.
Un mercato, quello francese, già presidiato e strategico – “avevamo già più di 40 indirizzi multibrand”, precisa Wang e ora, con questo step, la presenza si consolida ulteriormente. Il format è già collaudato: il brand ha adottato formule simili in Germania, Giappone e Olanda, sempre nell’ambito di una distribuzione interamente wholesale.
L’apertura di un retail monomarca resta un’ambizione futura. “È una cosa che considereremo da qui a tre anni”, dice il CEO, che però ha già in mente la città: “Milano, sicuramente. Sarebbe la nostra la vetrina nel mondo”.



