Il Club degli Orafi Italia ha deliberato lo scioglimento volontario dell’associazione. La decisione è stata presa all’unanimità dal Consiglio Direttivo e ratificata dall’Assemblea straordinaria dei soci, dopo un percorso di riflessione avviato negli ultimi mesi del 2025. L’associazione, si legge in un comunicato, chiude con i conti in ordine, progetti attivi e “con la piena dignità di chi ha svolto fino all’ultimo il proprio ruolo con rigore”.
“In 45 anni di attività il Club degli Orafi Italia ha saputo essere voce lucida e indipendente del settore. Ha creato conoscenza, ha facilitato incontri, ha portato sempre di più il punto di vista italiano nelle sedi internazionali con autorevolezza – afferma nella nota Maria Cristina Squarcialupi, presidente del Club -. Chiudiamo con dispiacere ma anche con l’orgoglio di chi sa di aver fatto bene fino all’ultimo il proprio lavoro”.
Fondato nel 1980, il Club degli Orafi Italia ha rappresentato per quattro decenni il punto di riferimento indipendente per i protagonisti dell’industria orafa italiana. Associazione trasversale, ha riunito attorno allo stesso tavolo brand di eccellenza, manifatture, dettaglianti, distributori, organizzazioni internazionali e stampa specializzata. La sua missione si è sviluppata su quattro assi: ricerca, formazione, informazione e networking.
Tra i contributi più rilevanti del Club, la collaborazione pluriennale con il Centro Studi di Intesa Sanpaolo per l’analisi congiunturale del settore orafo italiano. Negli ultimi anni il Club ha ampliato la propria attività: dagli incontri di networking durante VicenzaOro alla gestione di eventi nel corso delle fiere di settore, compresa la partecipazione istituzionale all’estero, dai convegni di approfondimento sugli aspetti sociologici del retail alle visite di eccellenza, fino alle iniziative in preparazione con ICE per eventi presso le ambasciate italiane all’estero, attività poi interrotte a causa della decisione di scioglimento.
La chiusura del Club è il riflesso di una trasformazione profonda che ha investito l’intero comparto. L’Italia rimane il primo Paese esportatore di gioielli in oro nell’Unione Europea, con una quota superiore al 50% del totale e una crescita media annua delle esportazioni del 19% tra il 2019 e il 2024, nettamente superiore a quella di tutti i competitor.
“Eppure – continua la nota – questa stessa crescita è avvenuta in un contesto di progressiva concentrazione: molte delle aziende che hanno sempre animato il Club sono state acquisite da grandi gruppi internazionali, ed è complesso per figure manageriali e non imprenditoriali ricoprire cariche in un’associazione indipendente. Il bacino di imprenditori autonomi disponibili a investire il proprio tempo nell’associazionismo si è assottigliato. La governance di un’associazione di questo tipo richiede una presenza personale che il contesto attuale non rende più accessibile”.



