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Saks Global, green light dal tribunale al piano di ristrutturazione

Di Redazione
08 Giu 2026
Ancora di salvataggio per Saks: ok al finanziamento di 400 mln $

Saks Atlanta

Saks Global ottiene l’ok del tribunale al piano di ristrutturazione: via libera all’uscita dal Chapter 11 con una rete più ridotta e un indebitamento alleggerito. Come fa sapere Reuters, il tribunale fallimentare del Southern District of Texas ha approvato il piano di riorganizzazione, sostenuto dalla maggioranza dei creditori coinvolti.

Secondo il piano approvato, l’indebitamento della società sarà ridotto di circa il 75% al momento dell’uscita dalla procedura. Il colosso avrà inoltre la liquidità necessaria per sostenere le attività operative e investire nello sviluppo futuro del business. La strategia punta ad accelerare la crescita delle vendite, con un focus sul full-price selling e l’obiettivo di raggiungere circa 9 miliardi di dollari (circa 8,3 miliardi di euro) di gross merchandise value e un ebitda adjusted a doppia cifra entro il 2030.

Il gruppo del lusso, che controlla insegne come Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman, ha spiegato in una nota ufficiale che il piano ha ottenuto un ampio sostegno lungo tutta la struttura del capitale, con la quasi totalità dei creditori favorevoli. La conferma dell’accordo apre così la strada all’uscita dalla procedura concorsuale nelle prossime settimane.

“L’approvazione del nostro piano è un risultato straordinario per Saks Global”, ha dichiarato il CEO Geoffroy van Raemdonck nel comunicato, sottolineando come il sostegno di partner finanziari, brand e stakeholder confermi la fiducia nel futuro del gruppo. Van Raemdonck ha inoltro aggiunto che, grazie all’impegno dei partner di capitale e del team, la società è ora in grado di emergere come un’azienda “più forte e focalizzata”, con l’obiettivo di rafforzare il proprio ruolo nel sistema del retail del lusso.

Nello specifico, negli ultimi mesi, il gruppo ha avviato una serie di interventi strutturali, tra cui l’ottimizzazione del perimetro dei negozi e della supply chain, il rafforzamento dei rapporti con i brand partner e la focalizzazione sul core business del lusso, con la riduzione dell’attività off-price e il ridimensionamento della struttura corporate. Come ricostruisce Reuters, la riorganizzazione porterà il gruppo a operare con una rete di 49 punti vendita complessivi, tra cui 33 negozi Neiman Marcus, 15 Saks Fifth Avenue e Bergdorf Goodman. Il controllo della società passerà ai finanziatori senior, che hanno già garantito 1 miliardo di dollari di nuova finanza durante la procedura e si sono impegnati a versarne ulteriori 500 milioni all’uscita dal Chapter 11.

La crisi è seguita alla fusione con Neiman Marcus, che aveva generato tensioni sulla liquidità e difficoltà nel rifornimento delle scorte, con conseguenti pressioni sui rapporti con alcuni dei principali fornitori del lusso, tra cui Chanel, Lvmh e Kering.

In ultima battuta, il gruppo ha inoltre chiarito, in una fase successiva della riorganizzazione, di aver spostato il proprio focus dal deep discounting al retail di fascia alta a prezzo pieno. Sono infatti rimasti solo 12 punti vendita Saks Off 5th (format off-price del gruppo), oggi trasformati in veri e propri outlet per la vendita di prodotti provenienti da Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman. Le linee ‘made for Saks Off 5th’ sono state invece eliminate. Parallelamente, risultano chiuse tutte le sedi Neiman Marcus Last Call (anch’essa la divisione off-price del brand), nell’ambito della razionalizzazione dell’offerta e del rafforzamento del posizionamento luxury del gruppo.

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