Risultati migliori delle aspettative nel primo trimestre per G-III che ha visto un balzo degli utili nel periodo chiuso al 30 aprile. Il gruppo statunitense vanta utili per 66,5 milioni di dollari (57,8 milioni di euro), in netto aumento rispetto ai 7,8 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, grazie anche a 102,7 milioni di rimborsi tariffari prima delle imposte.
Le vendite del trimestre sono diminuite dell’8% a 536 milioni di dollari, un dato migliore rispetto al calo del 9,2% atteso a causa del cambio nei contratti di licenza. Per il full year le vendite sono attese in calo dell’8,4% a 2,7 milioni, includendo una perdita di circa 470 milioni di dollari legata ai marchi Calvin Klein e Tommy Hilfiger. Pvh, cui fanno capo le due label, ha infatti deciso di non rinnovare il contratto di licenza ultraventennale legato alle linee femminili in Nord America.
Ma, su base rettificata, escludendo i rimborsi tariffari, la perdita per azione è stata di 21 centesimi, in calo rispetto all’utile di 19 centesimi di un anno fa, ma comunque migliore di 9 centesimi rispetto alla perdita di 30 centesimi prevista dagli analisti di Yahoo Finance. L’utile per azione rettificato è ora previsto tra 2,15 e 2,25 dollari, superiore alla precedente stima di 2-2,10 dollari di marzo e anche sopra le previsioni degli analisti fissate a 2,09 dollari.
Il CEO e presidente di G-III Morris Goldfarb ha commentato in una nota la recente acquisizione del marchio Marc Jacobs in partnership con Whp Global definendola “un nuovo capitolo entusiasmante per G-III e accelererà in modo significativo la nostra trasformazione in un colosso globale guidato dai brand. Marc Jacobs è uno dei marchi più influenti della moda e vediamo un’enorme opportunità di costruire sulla sua solida base e di generare crescita di lungo periodo attraverso categorie, canali e aree geografiche”. Le due società hanno speso 850 milioni di dollari (circa 731 milioni di euro) per l’acquisto del marchio da Lvmh, nell’ambito di una joint venture partecipata al 50% da entrambi i player.
“Stiamo acquisendo il marchio per la sua rilevanza culturale e per l’autorevolezza creativa che è stata costruita – ha dichiarato a Wwd Goldfarb -. Non siamo qui per cambiare davvero il brand. Ha un enorme potenziale di crescita. Il bello di questa operazione è che, collaborando con l’attuale management, siamo allineati. Sono d’accordo con la direzione verso cui intendiamo portarlo — e la direzione in cui lo porteremo rientra pienamente nel nostro core business. Abbiamo le competenze per sviluppare il marchio in questo segmento che intendiamo presidiare. Non siamo un produttore orientato a Walmart, Target o, per quel che vale, a Kohl’s. Tocchiamo anche quei canali distributivi, ma non sono la nostra competenza principale. La nostra competenza centrale è il settore dei department store: lì lavoriamo bene. Lì siamo rispettati.”
Il manager conferma la volontà di continuare ad allestire i fashion show dedicati ai look sperimentali disegnati dell’omonimo direttore creativo, Goldfarb esaminerà anche il business delle diffusion line del brand, Heaven, oltre alla linea chiusa nel 2015 Marc by Marc Jacobs. “Siamo bravi a creare seconde linee e ci sarà una diffusion brand di Marc Jacobs. Hanno avuto distribuzione in due linee diffusion. Ne sceglieremo una e andremo avanti distribuendola non nel segmento del lusso […]. Noi siamo forse un po’ meno puristi rispetto a Lvmh. Le nostre competenze sono forse un po’ diverse dalle loro e intendiamo sfruttare la nostra esperienza pluridecennale”.
Marc Jacobs si aggiunge quindi al portfolio di G-III formato da house brand quali Dkny, Donna Karan (entrambi acquisiti da Lvmh nel 2016), Karl Lagerfeld, Sonia Rykiel e Vilebrequin, oltre a numerose licenze tra cui Converse, Halston e Levi’s.



