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Assecondi (Elena Mirò): “Lanciamo gli accessori per diventare un brand total look”

Di Laura Bittau
16 Mar 2026
Assecondi (Elena Mirò): “Lanciamo gli accessori per diventare un brand total look”

Courtesy of Elena Mirò

Elena Mirò si lascia alle spalle un 2025 in crescita del 5% e debutta negli accessori. “Si tratta di una crescita importante in un periodo molto complesso”, ha raccontato a Pambianconews Fabio Assecondi, direttore della business unit relativa al marchio che fa capo a Miroglio Group. Al gruppo italiano con sede ad Alba fanno capo – nella divisione fashion – Motivi, Oltre, Fiorella Rubino,, Luisa Viola, Diana Gallesi e il recente ingresso di Trussardi, avvenuto nel 2024, anno in cui il player ha totalizzato ricavi per 588 milioni di euro*, in crescita sui 530 milioni del 2023 (il bilancio 2025 non è ancora stato diramato, ndr).

“I brand che compongono il nostro portafoglio sono molto diversificati: diversi anni fa abbiamo scelto strategicamente di verticalizzare il gruppo in diverse business unit, in modo che ciascun marchio potesse concentrarsi sulla costruzione e il potenziamento della propria identità e del proprio target”, ha spiegato ancora Assecondi.

Unica, parziale, eccezione è stata proprio quella di Elena Mirò, nella cui unità – gestita appunto da Assecondi – si inserisce anche Luisa Viola, “con l’intento di semplificare la gestione soprattutto di quest’ultimo marchio”.

Insieme Diana Gallesi, Elena Mirò e Luisa Viola rappresentano la quota prêt-à-porter (o programmato, esemplifica Assecondi) del gruppo, mentre gli altri marchi –  che si appoggiano a una rete prettamente direct to consumer – vengono prodotti in modalità fast fashion. “Elena Mirò segue un modello di lavoro per così dire tradizionale, con tempistiche piuttosto lunghe tra campagne di vendita e presentazioni al wholesale”.

Aggiunge ancora il manager: “E il nostro modello di business si traduce anche in un modello distributivo diverso, con insegne lontane dai centri commerciali e situate, invece, nei centri cittadini di tutta la penisola”.

Ma non solo: mentre gli altri brand del gruppo sono focalizzati sul Belpaese, Elena Mirò trae il 35% del proprio fatturato complessivo dall’estero. Al momento la label conta circa cento punti vendita diretti complessivi, tra Italia ed estero. In Italia, in particolare, le insegne ammontano a circa cinquanta indirizzi tra boutique, negozi full price e outlet (che ammontano a circa quindici).

All’estero, tra i Paesi presidiati – tutti in maniera diretta, tra corner e concessioni – figurano la Spagna e il Portogallo (attraverso una partnership con El Corte Inglés), Belgio, Grecia e Russia. Sul fronte wholesale, i partner di Elena Mirò sono circa 800.

“Lo scorso anno abbiamo aperto in partnership anche in Georgia e Libano e per quest’anno puntavamo all’ingresso nel Middle East, ma al momento la situazione è critica dunque restiamo in attesa di vedere come si evolverà”.

Intanto, nei negozi ha appena debuttato la ‘Monogram Collection’, capsule di accessori a completamento della consueta offerta di abbigliamento del marchio. “Abbiamo avuto degli accessori in passato, ma non erano mai stati integrati nella nostra offerta in modo veramente organico e sistematico, in modo da dare vita a un vero e proprio total look. Ora invece vorremmo che diventasse – anche sfruttando il nostro monogram – una categoria a sé, che lavori parallelamente al ready-to-wear”.

Conclude Assecondi: “Intravediamo uno spazio bianco in quel posizionamento, che già presidiamo con l’abbigliamento, lontano dai prezzi ormai inarrivabili del lusso ma che si colloca comunque in una fascia premium”.

 

*Notizia modificata il 19/03/2026

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